Fare chiarezza, riportare il confronto per Terre d’Oltrepò su un piano di responsabilità e ribadire l’impegno delle istituzioni a tutela dei lavoratori, dei viticoltori e dell’intero territorio dell’Oltrepò pavese. Con questo obiettivo l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, ha riunito, lunedì 26 gennaio a Milano, organizzazioni sindacali, rappresentanze agricole e Confcooperative per fare il punto sull’evoluzione della crisi della cantina Terre d’Oltrepò, alla presenza dei commissari governativi Luigi Zingone e Giampaolo Cocconi.
Beduschi: su Terre d’Oltrepò stop a speculazioni
“Ho voluto questo momento di confronto – ha spiegato Beduschi – per ribadire alcuni punti fermi. E ciò anche alla luce del moltiplicarsi di voci e prese di posizioni politiche in alcuni casi costruite su illazioni prive di fondamento. La preoccupazione per il futuro di Terre d’Oltrepò è condivisa, tanto che tutte le parti in causa si sono impegnate a condividere un percorso comune. Una sorta di ‘patto’ per remare tutti dalla stessa parte per quella che reputo davvero l’ultima chiamata per salvare storia e qualità dell’Oltrepò vitivinicolo”.
L’intervento di Regione Lombardia
L’assessore ha ricordato come Regione Lombardia sia intervenuta nelle vicende della cooperativa proprio per senso di responsabilità, contribuendo a far emergere criticità profonde e affidando il percorso a due figure istituzionali nominate in sinergia con lo Stato, con un mandato chiaro: garantire continuità operativa, tutelare i lavoratori e salvaguardare la base sociale dei produttori vitivinicoli.
Trasparenza e pilastri non negoziabili
“Parlare di scarsa trasparenza, come qualcuno ha fatto, non sta in piedi – ha aggiunto Beduschi –: perché questa è garantita dalla presenza di due commissari istituzionali. Questo non significa trasformare una trattativa delicata in un processo pubblico permanente. Non è un’operazione segreta, ma nemmeno un reality show in cui ogni particolare, visti gli interessi in gioco, può essere oggetto di dibattito pubblico”.
Beduschi ha ribadito i due pilastri non negoziabili del percorso in atto: il mantenimento dei livelli occupazionali e la tenuta della base sociale, elementi imprescindibili per la difesa del tessuto economico e sociale dell’Oltrepò. In questo quadro, ha ricordato, l’azienda è stata messa in sicurezza e nessun lavoratore è stato lasciato indietro.
Continuità aziendale
Rispetto alle interlocuzioni in corso, l’assessore ha chiarito che l’interesse manifestato da Cantine Collis va letto esclusivamente nella prospettiva della continuità aziendale di lungo periodo in un grande contesto cooperativo, escludendo qualsiasi ipotesi di smembramento o operazioni speculative. “Dire che l’uva dell’Oltrepò verrebbe portata altrove è semplicemente falso – ha sottolineato –. Così come è pretestuoso ventilare cessioni di asset o scenari costruiti ad arte per dividere un territorio che invece deve restare unito”.
Regione per prospettiva solida per Terre d’Oltrepò
“La Regione – ha concluso Beduschi – non fa politica sulla pelle dei lavoratori e dei viticoltori, né accetta lezioni da chi in passato ha tratto vantaggio dalle debolezze e dalle divisioni del territorio. Il nostro unico interesse è garantire continuità aziendale, occupazione e una prospettiva solida per Terre d’Oltrepò. Questa operazione è strategica perché consente al territorio di autodeterminare il proprio futuro, legandolo a una casa forte e credibile. Chi ha paura del rilancio della cantina, non sta facendo il bene dell’Oltrepò”.




