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Ospedale Humanitas, 30 anni di attività nel segno dell’eccellenza

L'intervento del presidente Fontana ai 30 anni dell'ospedale Humanitas

Fontana: esempio concreto dell’efficacia del modello lombardo

“L’Humanitas, come emerge dalle classifiche che sono state recentemente pubblicate, è uno dei migliori ospedali d’Italia e uno dei primi nel mondo, grazie alla capacità di abbinare in modo efficace qualità ricerca e delle cure offerte ai pazienti, raggiungendo risultati di eccellenza”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenendo all’inaugurazione del nuovo edificio dell’ospedale Humanitas dedicato alla protonterapia e, in seguito, alla conferenza stampa dedicata ai 30 anni di attività della struttura.

Un esempio concreto dell’eccellenza del modello lombardo

Nello specifico, il governatore lombardo ha sottolineato come la storia dei trent’anni di attività di questa struttura incarni a piano titolo il modello vincente lombardo in ambito sanitario, incentrato sulla sinergia tra pubblico e privato e sull’importanza di un approccio olistico alla cura del paziente. “Questo anniversario – ha sottolineato – rappresenta il percorso compiuto, le sfide affrontate e, soprattutto, la visione che ha guidato ogni passo in questi anni. Una visione che racconta di come la collaborazione pubblico-privato nel nostro sistema sanitario sia stata declinata nei termini di una complementarità tra diversi ambiti a servizio dell’eccellenza”.

intervento di Fontana a evento per i 30 anni dell'humanitas

Verso un ecosistema della salute

“In questi tre decenni – ha proseguito il governatore lombardo – questo istituto ha saputo evolvere insieme ai bisogni delle persone, trasformandosi da ospedale ad alta specializzazione in un vero e proprio ecosistema della salute. Un luogo in cui la cura del paziente è intesa come una presa in carico complessiva della persona, lungo tutto il suo percorso: dalla diagnosi al follow-up”.

“Ciò  – ha continuato – è stato possibile grazie a un modello distintivo che integra clinica, ricerca e formazione. Essere Irccs significa infatti accorciare le distanze tra scoperta scientifica e applicazione concreta. In Humanitas, medici, ricercatori, ingegneri e data scientist lavorano fianco a fianco, condividendo conoscenze e competenze per migliorare ogni giorno”.

Intelligenza artificiale a servizio della medicina predittiva

Tra i temi toccati dal presidente Fontana nel suo intervento anche l’importanza dell’utilizzo di tecnologie di ultima generazione, come l’intelligenza artificiale, nell’attività clinica e di ricerca, strumenti innovativi su cui l’Humanitas sta puntando. “Questa struttura  – ha detto – è tra i primi ospedali a dotarsi di un centro di intelligenza artificiale integrato con le attività cliniche e di ricerca, rendendo la medicina più precisa, predittiva e sempre più personalizzata. Un esempio concreto di questa visione è il nuovo Proton Center: espressione avanzata della medicina di precisione e segno tangibile di un impegno costante al servizio dei pazienti“.

Formazione e attività clinica, un approccio integrato

Un altro punto di forza del modello messo in atto dall’Humanitas, secondo il presidente di Regione Lombardia, è una visione che mette al centro la formazione, rendendola uno strumento chiave a servizio dell’innovazione tecnologica e della ricerca.

“Ricerca e tecnologia – ha evidenziato il governatore –  non sarebbero così pervasive senza la formazione. Con Humanitas University, il sapere nasce e cresce all’interno dello stesso luogo in cui si cura. È così che si formano i medici del futuro: professionisti pronti ad affrontare una medicina in continua evoluzione.  Se celebriamo questo anniversario, il merito va a donne e uomini che ogni giorno, con competenza e dedizione, contribuiscono a rendere Humanitas ciò che è. È a loro, medici, infermieri, ricercatori, tecnici, personale amministrativo, che va il mio ringraziamento“.

Le sfide future

“Guardando al futuro – ha concluso il presidente di Regione Lombardia – la sfida è continuare a innovare senza perdere ciò che rende unica questa realtà: l’attenzione alla persona, la qualità della cura, la capacità di anticipare i bisogni. Tutti elementi che risultano centrali  in un mondo che cambia rapidamente e che richiede uno sguardo lungimirante per continuare su questa strada e confermare uno standard di eccellenza anche nei prossimi 30 anni”.

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