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Prorogato il bando di housing sociale per ristrutturare 2.500 case

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Franco: più tempo per presentare le domande, opportunità da cogliere

Regione Lombardia ha prorogato i termini per partecipare al bando di housing sociale da 96 milioni di euro, finalizzato a ristrutturare circa 2.500 abitazioni da destinare a famiglie e lavoratori che non riescono a trovare una casa a costi sostenibili. Sono stati infatti pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia i decreti di proroga.

Proroga bando housing sociale: le nuove scadenze

Il bando si articola in tre linee di intervento. Per la linea 1 da 48 milioni di euro, dedicata a imprese, cooperative e amministrazioni pubbliche, è possibile presentare le domande fino a venerdì 27 novembre 2026. Per la linea 2 da 35 milioni di euro, riservata alle Aler, la proroga si chiude due settimane prima, venerdì 13 novembre. Mentre per la linea 3 da 13 milioni di euro, destinata agli enti che operano in ambito sociale, compresi gli enti religiosi, per sostenere situazioni di fragilità e rispondere alle esigenze abitative temporanee legate a studio, lavoro o percorsi di cura, i termini per la presentazione delle domande scadono venerdì 20 novembre.

Misura nell’ambito della Missione Lombardia

La misura, voluta dall’assessore regionale alla Casa e Housing sociale Paolo Franco e finanziata con fondi Fesr (Fondo europeo di sviluppo regionale) e Fsc (Fondo per lo sviluppo e la coesione), rientra nella ‘Missione Lombardia’, il piano per il rilancio delle politiche abitative della Regione.

Assessore Franco: gli obiettivi del bando regionale

“La proroga del bando – sottolinea l’assessore Franco – costituisce un’opportunità da cogliere per il ‘sistema lombardo’ nel suo complesso: come Regione abbiamo recuperato risorse significative e costruito un bando che va a incidere sui diversi ambiti dell’abitare, coinvolgendo soggetti pubblici, privati e del Terzo settore. L’obiettivo è aiutare persone e famiglie comuni, con uno stipendio normale, che però a causa del crescente costo della vita non riescono nemmeno a pagare un affitto”.

In campo per aiutare la spina dorsale della Lombardia

“Regione Lombardia – prosegue l’assessore Franco – mette a disposizione fondi e strumenti per una delle sfide più importanti della nostra epoca: occorre che tutti facciano fino in fondo la propria parte per aiutare quella parte sempre più rilevante di cittadini che lavora, paga le tasse e fa funzionare la società lombarda, eppure, paradossalmente, non può permettersi un alloggio. Viene definita ‘fascia grigia’. Per me è semplicemente la spina dorsale della Lombardia”.

Case a costi sostenibili per famiglie con Isee tra 14.000 e 40.000 euro

Il piano della Regione intende ampliare l’offerta di alloggi da affittare a costi inferiori rispetto ai valori di mercato a nuclei familiari con Isee compreso fra 14.000 e 40.000 euro, ovvero con una situazione economica che non consente di partecipare alle graduatorie delle case popolari. Particolare attenzione viene riservata anche ai lavoratori dei servizi essenziali, ai lavoratori delle imprese lombarde, agli studenti e alle persone in condizioni di fragilità che faticano a reperire soluzioni abitative sostenibili.

Attenzione al consumo di suolo

L’iniziativa rappresenta un’opportunità per riqualificare il patrimonio abitativo, senza consumare suolo. Il collaudo dei lavori dovrà avvenire entro la fine del 2029.

Le agevolazioni regionali

Il contributo a fondo perduto massimo concedibile per ogni proposta di intervento sarà pari a 2 milioni di euro per le linee 1 e 3 e a 15 milioni di euro per la linea 2. Il vincolo di destinazione d’uso a servizi abitativi sociali avrà una durata pari o superiore ai 20 anni. Le agevolazioni regionali saranno destinate a sostenere gli interventi di riqualificazione edilizia necessari per la messa a disposizione degli alloggi o dei posti alloggio.

Linee 1 e 2

Le linee 1 e 2, nello specifico, sono finalizzate a incrementare l’offerta di servizi abitativi sociali attraverso l’utilizzo di patrimonio immobiliare di soggetti pubblici e privati, per la messa a disposizione di alloggi in locazione permanente a prezzi calmierati inferiori al canone di mercato. La misura, che contribuisce alla rigenerazione dei quartieri residenziali pubblici favorendo il mix abitativo, si rivolge in particolare a nuclei familiari, anche monopersonali, con capacità economica insufficiente per accedere al mercato privato e, al contempo, non idonea per i Servizi abitativi pubblici (Sap).

Linea 3

La linea 3 è finalizzata ad ampliare l’offerta di servizi abitativi sociali promuovendo interventi di valorizzazione del patrimonio immobiliare, realizzati da enti privati operanti nel sociale su immobili di loro proprietà o nella piena disponibilità, per mettere a disposizione in locazione prevalentemente temporanea posti alloggio a prezzi calmierati inferiori al canone di mercato. L’obiettivo, attraverso processi di rigenerazione edilizia, è offrire soluzioni abitative a particolari categorie sociali, tra le quali, ad esempio, i soggetti in situazione di fragilità sociale, gli studenti, i lavoratori con contratto a termine, i parenti di familiari ricoverati presso strutture sanitarie, le donne vittime di violenza, i genitori separati.

La precedente misura di housing sociale

L’attuale bando da 96 milioni di euro si aggiunge alla precedente e analoga misura regionale da 18,5 milioni di euro, attivata nel 2024, grazie alla quale si mettono a disposizione circa 450 abitazioni a canone calmierato.

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