estremismo scuole

‘Educare alle differenze nell’ottica del contrasto ad ogni forma di estremismo violento nelle scuole della Lombardia’ è il tema dell’incontro tenutosi a Palazzo Pirelli al quale ha preso parte l’assessore regionale alla Sicurezza Riccardo De Corato.

Legge regionale e convenzioni con Usr per prevenire estremismo nelle scuole

L’assessore De Corato ha evidenziato che Regione Lombardia “ha effettuato dei passi concreti verso la prevenzione ed il contrasto ad ogni forma di estremismo violento, riconoscendo alla scuola un ruolo primario. Lo ha fatto con la legge 24 del 2017 e la sottoscrizione dal 2018 di convenzioni con l’Ufficio Scolastico Regionale (Usr)”. “L’educazione e l’istruzione – ha aggiunto – costituiscono la prima forma di prevenzione. Ma anche di contrasto a tutti quei fenomeni che minano la coesione sociale e ostacolano lo sviluppo di una coscienza civile”.

Le tappe del percorso

“La prima convenzione tra Usr Lombardia e Regione Lombardia è del 2018 – ha evidenziato De Corato -. Prevedeva l’individuazione di 5 scuole polo nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Milano e Sondrio. Istituti selezionati attraverso un bando dell’Usr rivolto esclusivamente al personale già formato. Obiettivo affidare una specifica formazione dei docenti e dei dirigenti dei territori di riferimento. La seconda convenzione con l’Usr Lombardia – ha aggiunto l’assessore – è valevole per gli anni 2019, 2020 e 2021. Prevede l’individuazione di una scuola polo in tutte le province. Con il compito di formare docenti e dirigenti del territorio di riferimento”.

Regione promuove alleanza educativa

“L’obiettivo che Regione Lombardia si impegna a sostenere – ha spiegato De Corato – e a promuovere è quello di una vera alleanza educativa con Usr contro ogni estremismo, che sia in grado di formare ed informare sul concetto di differenza. La diffusione, tra i rdocenti, di competenze interculturali e di gestione dei conflitti, così come lo sviluppo dei ‘Patti di Comunità’ nell’ambito delle reti provinciali sono solo alcuni degli esempi di approccio sinergico nella prevenzione e contrasto di ogni forma di estremismo violento”.

“Il rischio di fenomeni di radicalizzazione, come quella jihadista – ha concluso l’assessore regionale alla Sicurezza – c’è ed è tangibile anche in Italia, come ha ricordato proprio lo scorso venerdì il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che ha chiesto al più presto un intervento legislativo non più rimandabile. Nella relazione approvata, il Copasir ha messo in evidenza un fenomeno che continua a trovare terreno fertile in diversi luoghi, tra i quali, per il momento, la scuola non è contemplata”.

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