“La proposta della Commissione Europea sul Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 nella sua formulazione attuale va nella direzione sbagliata. Il ruolo delle Regioni, e in generale degli Enti locali, viene indebolito e il loro coinvolgimento viene ridotto a una mera consultazione ‘pro-forma’. La Lombardia è in prima linea per proporre un cambio di rotta e difendere un modello di governance che renda invece i territori veri motori di sviluppo e protagonisti della gestione delle risorse europee, abbandonando una visione centralizzata che pone solo freni alla crescita economica”. Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana che, nel pomeriggio di mercoledì 25 marzo durante un incontro a Bruxelles con il vicepresidente esecutivo della Commissione Europea Raffaele Fitto, ha sottolineato la necessità di una vera e propria inversione di tendenza nelle politiche economiche dell’Ue.
La delegazione
Il confronto con Fitto è stato solo uno degli appuntamenti che hanno scandito la ricca agenda di impegni della missione istituzionale guidata dal governatore lombardo nella capitale belga, che ha l’obiettivo di dare voce alle istanze dei territori per potenziare il loro ruolo nel prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 dell’UE. Ad accompagnare il presidente Fontana una delegazione composta dal vicepresidente e assessore al Bilancio e Finanza Marco Alparone, dall’assessore Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) e dal sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo.
Regione Lombardia dà voce alle richieste degli enti locali
Tra i punti particolarmente critici del nuovo pacchetto di norme europee la forte riduzione dei fondi destinati alle Politiche di Coesione e alla Politica Agricola Comune (PAC), misure che da sempre hanno rappresentato due pilastri dell’azione dell’UE. “Questa scelta – ha detto Fontana – genererà una serie di ricadute negative sugli investimenti e sulla competitività dei territori”.
“Altra scelta assolutamente sbagliata – ha concluso il governatore lombardo – è la decisione di puntare su una centralizzazione a livello statale delle risorse, quindi contro tutte le richieste fatte dalle Regioni in questi anni. La Lombardia, motore economico dell’Italia e modello virtuoso nella gestione delle risorse, è scesa in campo per dare voce alle istanze degli enti locali. Riteniamo infatti che solo una governance multilivello, plasmata sulle reali necessita del territorio, possa valorizzare il buon governo locale, garantendo un efficace utilizzo delle risorse, con ricadute positive in termini di competitività e sviluppo economico. In quest’ottica la Lombardia si pone come esempio virtuoso, riconosciuto su base nazionale e internazionale”.