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Tregua olimpica: 10 religioni unite per la pace al braciere di Milano

All’Arco della Pace di Milano dialogo tra religioni nell'evento 'Nella tregua olimpica', in foto coro di giovani

Fontana: occasione per rilanciare messaggio di fratellanza Cattaneo: integrazione e confronto siano impegno quotidiano

Dieci religioni in dialogo unite all’Arco della Pace per offrire un messaggio condiviso di pace, dialogo e convivenza nel segno della ‘Tregua olimpica’. Questo, in sintesi, il significato dell’evento ‘Nella tregua Olimpica’ celebrato giovedì 12 febbraio sotto il braciere Olimpico di Milano su iniziativa di Regione Lombardia e dalla ‘Consulta regionale per l’integrazione e la promozione del dialogo interreligioso’. La Consulta, istituita da una legge regionale e divenuta operativa nel 2024, riunisce diverse comunità di fede presenti sul territorio lombardo con l’obiettivo di promuovere la conoscenza reciproca, favorire il dialogo tra culture e religioni, realizzare iniziative comuni. Ciascuno dei rappresentanti delle confessioni religiose ha letto una breve preghiera delle proprie tradizioni sacre, accompagnata dal ‘Coro delle Voci Bianche’ del ‘Liceo Musicale Riccardo Malipiero’ di Varese, diretto da Angela Ballerio.

I presenti all’Arco della Pace di Milano

All’Arco della Pace di Milano l'evento 'Nella tregua olimpica' con il presidente della Regione Lombardia Attilio FontanaAll’appuntamento sono intervenuti il presidente della Regione, Attilio Fontana, e il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo. Presente anche il vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo.

L’evento, con la regia di Andrea Chiodi, si è articolato in due momenti: uno più prettamente spirituale, ospitato in uno dei luoghi simbolo della città e di queste Olimpiadi invernali e l’altro, più artistico, all’auditorium ‘Testori’ di Palazzo Lombardia.

Fontana: sempre voluto che Milano Cortina fosse più che un evento sportivo

“Fin dall’assegnazione dei Giochi – ha dichiarato Fontana – abbiamo voluto che Milano Cortina 2026 fosse molto più di un grande evento sportivo. Le Olimpiadi rappresentano un’occasione straordinaria per rilanciare un messaggio autentico di pace e fratellanza. Richiamare la ‘Tregua olimpica’ significa esaltare una responsabilità collettiva: trasformare la competizione in incontro, le differenze in dialogo, le identità in ricchezza condivisa. Il contributo delle comunità religiose in questo percorso – ha concluso il presidente – è fondamentale per rafforzare coesione sociale e bene comune”.

Cattaneo: dialogo tra religioni si ispira a ‘Tregua olimpica’

All’Arco della Pace di Milano l'evento 'Nella tregua olimpica', in foto il sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo“Questo evento – ha dichiarato Cattaneo – si ispira ai valori della ‘Tregua olimpica’ e richiama istituzioni, comunità e società civile a una responsabilità corale: la pace non è un atto formale, ma un impegno quotidiano. Integrazione, libertà religiosa e confronto tra le fedi – ha sottolineato il sottosegretario – sono pilastri fondamentali per una coesione sociale basata sul riconoscimento dell’altro. In questa cornice, Regione Lombardia lancia un messaggio di speranza e partecipazione: sospendere le ostilità, rifiutare ogni forma di odio e tutelare la dignità umana universale”.

“In un tempo segnato da numerosi conflitti – ha concluso – la pace si costruisce giorno dopo giorno attraverso l’ascolto, la prossimità e la costante ricerca del bene comune”.

Giacomo Poretti legge il ‘Messaggio per la Pace’

Dopo gli interventi istituzionali, l’attore Giacomo Poretti ha letto il ‘Messaggio per la Pace’ della Consulta ricordando come, in un contesto segnato da guerre e tensioni internazionali, la Consulta richiami l’urgenza di rilanciare dialogo, incontro e rispetto reciproco come strumenti fondamentali per tutelare la dignità umana. I Giochi Olimpici rappresentano quindi un’occasione privilegiata per valorizzare la diversità e favorire il confronto tra culture e religioni, costruendo ponti di cooperazione al servizio della pace. Lo sport, infine, è richiamato nella sua dimensione più autentica. Competizione sì, ma mai sopraffazione, bensì riconoscimento e rispetto dell’altro, nella vittoria come nella sconfitta.

Lo spettacolo al ‘Testori’

Al termine dell’appuntamento sotto l’Arco della Pace, la serata è proseguita all’auditorium ‘Testori’ con uno spettacolo artistico interreligioso aperto al pubblico. Sul palco varie performance rappresentative di tutte le confessioni religiose che fanno parte della Consulta regionale.

A questo link è consultabile il libretto di sala completo di tutte le performace.

Diverse esibizioni, induisti, evangelici, musulmani e buddisti

Tra le diverse esibizioni, la Danza sacra in stile kuchipudi, proposta dalle comunità induiste, che unisce gesto, ritmo ed espressività come forma di preghiera e meditazione; il coro ‘Amazing Grace’ messo in scena dalle comunità evangeliche, che unisce tradizione polifonica e sonorità gospel, con accompagnamento musicale e arrangiamenti originali. E ancora, il ‘Sukun Ensemble’, progetto artistico formato da musicisti musulmani italiani e francesi con formazione classica, impegnato nella rilettura musicale di brani orientali e occidentali appartenenti a differenti epoche e tradizioni religiose e culturali. Per le comunità Buddhiste, una riflessione spirituale ispirata all’antico testo sacro Dhammapada. La lettura è accompagnata dalla voce recitante di Marta Monshin Laneri, praticante del Tempio Zen Soto Enkuji e dal suono dello shakuhachi, flauto tradizionale giapponese, del musicista Roberto Togen Biffi, praticante del monastero Samboji.

Il richiamo a San Francesco e la storia ebraica

A seguire, ‘San Francesco e l’incontro con il Sultano’, proposto dalla chiesa Cattolica, in cui la testimonianza spirituale di San Francesco d’Assisi richiama il valore della pace come scelta radicale di vita, capace di illuminare anche i tempi segnati da conflitti, divisioni e fragilità umane. Inoltre, il ‘Coro Kol Hashomrim’ per le Comunità ebraiche, eseguito in diverse lingue della tradizione, per esprimere memoria storica, spiritualità e identità culturale, valorizzando la ricchezza delle tradizioni sefardita e ashkenazita.

 

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