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Musica barocca, presentato il Monteverdi Festival di Cremona

In foto un violino, strumento ad arco tipico della musica barocca, al centro del Monteverdi Festival di Cremona, presentato al Ministero della Cultura a Roma

Caruso: una delle espressioni più alte dell'identità culturale della Lombardia

Cremona si conferma capitale internazionale della musica barocca con la 43ª edizione del Monteverdi Festival, in programma dal 7 al 21 giugno 2026, con un’anteprima il 28 maggio al Teatro Ponchielli di Cremona affidata al concerto di gala di Cecilia Bartoli. La rassegna, presentata a Roma al Ministero della Cultura, alla presenza dell’assessore regionale alla Cultura, Francesca Caruso, prevede più di 30 appuntamenti. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche il sottosegretario di Stato alla Cultura Gianmarco Mazzi, il sindaco di Cremona Andrea Virgilio, Roberto Catalano e Andrea Nocerino, rispettivamente regista residente e direttore artistico del Monteverdi Festival.

Festival Monteverdi di Cremona in onore dell’inventore dell’opera moderna

In foto l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso durante la conferenza stampa, a Roma, per la presentazione del Festival Monteverdi in programma a Cremona“Il Monteverdi Festival – ha affermato Caruso – è una delle espressioni più alte della nostra identità culturale e un appuntamento che rafforza il ruolo di Cremona e della Lombardia sulla scena musicale internazionale. Claudio Monteverdi, riconosciuto come inventore dell’opera moderna, ha rivoluzionato la storia della musica occidentale e questa rassegna ne rinnova ogni anno l’eredità, valorizzando il territorio e proiettandolo in una dimensione globale”.

Promosso dalla Fondazione Teatro Ponchielli e sostenuto da Regione Lombardia, il Monteverdi Festival è una delle principali realtà europee dedicate alla musica barocca e al teatro musicale. La rassegna contribuisce in modo determinante alla valorizzazione di Cremona, universalmente riconosciuta come una delle capitali mondiali della musica.

“A Cremona – ha aggiunto l’assessore – la creazione del suono è legata a quella dello strumento: qui il genio artigiano incontra la perfezione acustica, non a caso il ‘saper fare liutario cremonese’ è patrimonio immateriale Unesco dal 2012. Inoltre, il Monteverdi Festival, coinvolgendo anche altre città come Mantova, rappresenta il palcoscenico naturale di una tradizione che si tramanda nelle botteghe e continua a essere riconosciuta come eccellenza assoluta”.

I dettagli della rassegna

La rassegna si distingue per un programma diffuso che coinvolge teatri, chiese, musei e luoghi simbolo della città, anche in collaborazione con il Festival Orfeo Week di Lodi (Cremona, 12-13-14 giugno), oltre a un concerto a Mantova (Teatro Bibiena, 18 giugno). Accanto alle grandi produzioni, particolare attenzione è riservata alla formazione delle nuove generazioni, grazie alla Monteverdi Academy (Cremona, 19 giugno) e a produzioni che affiancano giovani interpreti ad artisti di fama internazionale.

Il tema dell’edizione 2026, ‘Cantami, o Diva!’, pone al centro figure femminili potenti e complesse, simbolo di emancipazione e modernità. Il programma prevede quattro titoli operistici di grande rilievo: ‘L’incoronazione di Poppea’ di Claudio Monteverdi. ‘Le nozze di Teti e Peleo’ di Francesco Cavalli, proposta per la prima volta in epoca moderna in occasione dei 350 anni dalla morte del compositore, ‘Dido and Eneas’ di Henry Purcell e ‘Teodora Imperatrice’ di Mauro Montalbetti.

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