Cinquanta milioni di euro per 21 infrastrutture di ricerca che nei prossimi anni andranno a potenziare il sistema universitario lombardo.
È il risultato molto positivo del percorso, iniziato due anni fa da Regione Lombardia, che per la prima volta ha dedicato risorse del Programma Regionale FESR 2021-2027 esclusivamente agli atenei lombardi, sia pubblici che privati, con un focus specifico sulla creazione o sull’ammodernamento di infrastrutture di ricerca. Tra gli obiettivi principali, quello di rafforzare la collaborazione con le imprese e di promuovere il trasferimento tecnologico.
Fermi: visto il successo, aumenteremo con altri 10 milioni la dotazione
“Già alla chiusura delle domande – dichiara l’assessore a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi – si è constatato un grande interesse da parte degli atenei. Abbiamo infatti raccolto ben 29 progetti da parte delle università, per una richiesta totale di circa 67 milioni di euro. La graduatoria pubblicata lo scorso 21 aprile non fa che confermare l’alto livello delle proposte che ci sono arrivate e che sono state finanziate. Per questa ragione ho il piacere di annunciare che, visto il grandissimo successo del bando, nei prossimi giorni aumenteremo la dotazione con ulteriori 10 milioni di euro, per finanziare i progetti che sono rimasti esclusi dall’attuale graduatoria”.
Dalla sicurezza nello spazio alla ricerca sulle malattie rare
I progetti presentati sono interessanti sia dal punto di vista della ricerca che da quello della loro applicazione concreta da parte del mondo delle imprese: si va dall’infrastruttura dedicata alla sicurezza e alla sostenibilità delle attività spaziali a quella integrata per la ricerca avanzata, la simulazione e l’intelligenza artificiale, concepita per studiare e gestire la complessità dei fenomeni naturali, cognitivi e sociali. Ci sono poi i laboratori dedicati allo studio di malattie rare, alle malattie neurodegenerative e allo studio molecolare dell’invecchiamento, ma anche un’infrastruttura di ricerca per lo studio di materiali innovativi per l’edilizia, l’efficientamento energetico e l’impermeabilizzazione degli edifici, ottenuti anche da scarti di produzioni industriali e dal riciclo di rifiuti con processi di produzione a basso impatto ambientale.
Le università ammesse al finanziamento delle infrastrutture di ricerca
Le quattordici università lombarde, statali e non statali, ammesse al finanziamento e che hanno due anni per realizzare i propri progetti infrastrutturali sono:
- Politecnico di Milano;
- Università degli Studi di Milano-Bicocca;
- Università degli Studi di Brescia;
- Università degli Studi di Milano;
- Università di Pavia;
- Università degli Studi di Bergamo;
- Università dell’Insubria;
- Humanitas University;
- Università Telematica E-Campus;
- Università Cattolica del Sacro Cuore;
- Università Bocconi;
- IULM – Libera Università Lingue e Comunicazione di Milano;
- LIUC – Università Carlo Cattaneo di Castellanza (VA);
- IUSS – (Istituto Universitario Studi Superiori) di Pavia.
Università lombarde punto di riferimento in Italia e all’estero
“Sin dall’inizio di questo mandato – spiega Fermi – ho dichiarato che uno degli obiettivi del mio assessorato sarebbe stato quello di dare una mano concreta a tutte le università lombarde, per far sì che continuino a essere un punto di riferimento per tutta Italia ma anche per l’estero”.
“Con questi finanziamenti – aggiunge l’assessore – riusciamo a dare una risposta concreta a questa esigenza: incrementare il livello di innovazione negli atenei significa sicuramente aumentarne l’attrattività. Ma non solo: con questo bando Regione Lombardia ha compiuto un passo decisivo per rafforzare il dialogo tra università e imprese, in particolare PMI. Vogliamo che la ricerca non resti chiusa nei laboratori, ma diventi motore di sviluppo, innovazione e competitività per tutto il territorio. Anche per questo abbiamo inserito tra i requisiti fondamentali per i progetti da presentare che i laboratori e le tecnologie finanziate vengano poi messi a disposizione delle piccole e medie imprese del territorio”.
I 21 progetti ammessi ai contributi pubblici hanno un taglio medio intorno ai 3,2 milioni di euro, quindi con una rilevanza tale da incidere significativamente sulle capacità innovative delle strutture di ricerca. Si attendono pertanto importanti risultati nella collaborazione con le imprese in questi settori.
I progetti finanziati per settore
Il numero dei progetti di ricerca delle università finanziati suddiviso per settori:
- Salute e Life Science: 7;
- Manifattura avanzata: 4;
- Connettività e Informazione: 3;
- Sostenibilità: 2;
- Nutrizione: 2;
- Smart Mobility: 1;
- Sviluppo sociale: 1;
- Cultura e conoscenza: 1.
I contributi regionali copriranno i costi per l’acquisto e l’installazione di nuova strumentazione d’avanguardia, grazie alla quale ogni infrastruttura si prefigge traguardi d’eccellenza.
“Ciò che più mi riempie di orgoglio è vedere che i nostri contributi aiuteranno le università in diverse province – conclude l’assessore – L’ho sempre detto: Milano è attrattiva senza grandi aiuti, il nostro compito deve essere anche quello di dare una mano a chi potrebbe averne maggior bisogno. La ‘Lombardia dei territori‘ deve continuare a crescere e a creare germogli”.