Tanta emozione, commozione e felicità. In queste parole è racchiuso il compleanno speciale di Francesca, una delle ragazze rimaste gravemente ferite nel tragico rogo di Crans Montana. Oggi, presso l’Ospedale Niguarda di Milano, Francesca ha festeggiato il suo diciassettesimo compleanno circondata dall’affetto dei genitori Marilisa e Stefano, degli amici, dei compagni di scuola e del personale sanitario che da mesi la accompagna nel suo percorso di cura.
A portarle gli auguri anche l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che fin dai primi giorni successivi alla tragedia ha voluto testimoniare la vicinanza delle istituzioni ai ragazzi coinvolti e alle loro famiglie.
Bertolaso racconta i mesi al Niguarda di Francesca dopo il rientro da Crans montana
“Francesca è la nostra mascotte – ha dichiarato Bertolaso e tra i tre ragazzi ancora ricoverati è quella che dovrà affrontare il percorso più lungo e complesso. Ma è una ragazza straordinaria, con una forza d’animo incredibile: affronta ogni giorno con coraggio, determinazione e un sorriso che non manca mai. È lei che spesso dà forza a tutti noi”.
Un momento particolarmente toccante è stato l’augurio collettivo dei compagni e degli amici, che hanno cantato per lei trasformando per qualche istante le corsie dell’ospedale in un luogo di festa e normalità.
“Sono stati mesi molto duri – ha aggiunto l’assessore –. Molti ragazzi sono già tornati a casa e stanno affrontando la riabilitazione, mentre per tre ancora ricoverati il percorso continua. Siamo diventati una grande famiglia, una squadra che vuole vincere insieme questa sfida. Vedere questi ragazzi cantare, sorridere e sostenersi a vicenda è qualcosa di straordinario”.
Ripercorrendo i primi momenti dell’emergenza, Bertolaso ha ricordato l’impatto devastante che la tragedia ebbe su tutto il Paese e sul personale sanitario coinvolto nei soccorsi. “Siamo rimasti tutti profondamente colpiti da quanto accaduto. Ricordo ancora le immagini dell’arrivo dei ragazzi a Niguarda: erano condizioni drammatiche, difficili persino da riguardare oggi. Da quel momento è iniziato un lungo cammino che ha visto medici, infermieri, operatori sanitari e famiglie uniti in un unico grande sforzo”.
L’assessore ha poi voluto sottolineare il valore del lavoro svolto dal personale dell’ospedale: “Questa esperienza dimostra la grande umanità e la straordinaria professionalità della nostra sanità: medici, infermieri, tecnici, operatori socio-sanitari e tutto il personale che garantisce ogni giorno il funzionamento della struttura, tutti hanno dato un contributo fondamentale. È un esempio che deve renderci orgogliosi e ricordarci quanto valore ci sia nelle persone che ogni giorno si prendono cura degli altri”.
L’emozione di mamma Marilisa
“È stato un compleanno diverso – ha detto mamma Marilisa – ma bellissimo. Francesca era felicissima: ha potuto rivedere tanti amici e vivere un momento di grande gioia. Intuiva che ci sarebbe stata una sorpresa, ma non si aspettava una festa così partecipata e così speciale. Pensava di incontrare solo gli affetti più stretti, invece sono arrivate molte più persone ed è stato davvero emozionante. Per noi genitori è stato un pomeriggio carico di commozione. Dopo tanti mesi trascorsi qui, medici, infermieri e operatori sono diventati parte della nostra famiglia. Vedere Francesca circondata dall’affetto di tutti è stato un regalo prezioso”.
Marilisa sottolinea poi la forza dimostrata dalla figlia durante questi mesi difficili: “In realtà è Francesca che continua a insegnare qualcosa a me. L’ho sempre guardata con grande ammirazione. Ha affrontato mesi durissimi, dolorosi, senza mai perdere la lucidità e la determinazione. Adesso ci attende ancora una fase importante, quella della riabilitazione, ma ho piena fiducia in lei”.
Le parole piene di speranza e di gratitudine di papà Stefano
“È stata un’emozione immensa. Oggi siamo riusciti a festeggiare Francesca e vedere tutti i suoi amici riuniti per lei, portarle affetto e amore, è stato qualcosa di straordinario. Le hanno fatto sentire quanto sia importante e quanto sia amata. Per me e mia moglie è una gioia indescrivibile, perché dopo quello che è accaduto non sapevamo nemmeno se sarebbe sopravvissuta”.
Il padre ripercorre i lunghi mesi trascorsi dal giorno della tragedia: “Francesca è arrivata a Niguarda il 3 gennaio. Sono passati oltre 5 mesi, lunghi e faticosi. In questo periodo abbiamo vissuto esclusivamente per lei. Abbiamo messo da parte il lavoro, gli interessi, la vita di tutti i giorni. Eravamo qui, ventiquattro ore su ventiquattro, concentrati solo su di lei. La nostra vita si è fermata il primo gennaio e riprenderà davvero soltanto quando usciremo da questo ospedale. Per noi sarà come ricominciare dal 2 gennaio, indipendentemente dalla stagione o dal giorno sul calendario”.
Un pensiero particolare è rivolto ai professionisti che hanno contribuito a salvare la vita della figlia: “Se oggi siamo qui a festeggiare, lo dobbiamo al lavoro straordinario di tante persone. Prima al team di Zurigo, che l’ha presa in carico nelle ore più critiche, poi a tutto il personale di Niguarda, dalla terapia intensiva fino al Centro Ustioni. Quello che è stato fatto per Francesca è qualcosa di eccezionale”.
Ricordando quei momenti drammatici che hanno precedito il rientro di Francesca da Crans montana, il padre racconta: “Il primo miracolo è avvenuto nei soccorsi immediatamente successivi all’incidente. Sono riuscito a raggiungerla e a portarla all’ospedale di Sion. Poi è stata trasferita a Zurigo, dove ha affrontato interventi molto complessi. Successivamente è arrivata a Niguarda e qui è iniziato un percorso lunghissimo, fatto di piccoli progressi quotidiani. Giorno dopo giorno abbiamo visto un passo avanti, e poi un altro ancora”.
Oggi, però, è il momento della festa e della speranza. “Francesca sta bene ed è felicissima. Sapeva che avrebbe ricevuto qualche visita, ma non immaginava una sorpresa così grande. Vederla affacciarsi alla finestra e incontrare con lo sguardo tutti i suoi amici è stato un momento bellissimo. Credo che questa giornata le rimarrà nel cuore per molto tempo”.Infine, l’augurio più semplice e sincero: “Tanti auguri, Franci. Ti vogliamo un bene infinito”.