Le criticità sono sotto costante osservazione, ma non ricorrono le condizioni per la dichiarazione dello stato di crisi o di emergenza. Lo comunicano gli assessori regionali all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi, e agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche, Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori, facendo il punto sulla situazione idrica in Lombardia.
No allo stato di crisi o emergenza per siccità in Lombardia

“Regione Lombardia – spiegano gli assessori in una nota – sta seguendo con la massima attenzione l’evoluzione delle condizioni meteoclimatiche e della disponibilità della risorsa idrica sul territorio regionale. L’andamento pluviometrico registrato nel corso del 2026 evidenzia una situazione di carenza idrica che richiede attenzione costante, monitoraggio e una gestione particolarmente accurata della risorsa ma che, allo stato attuale, non presenta ancora i presupposti tecnici e normativi per la dichiarazione dello stato di crisi o dello stato di emergenza di rilievo nazionale”.
Il Codice della Protezione Civile
“È importante – spiegano Beduschi e Sertori – distinguere una situazione di severità idrica elevata dalla sussistenza dei presupposti per una dichiarazione dello stato di emergenza. Il Codice della Protezione Civile prevede infatti che tale strumento sia riservato a situazioni caratterizzate da eventi di intensità ed estensione tali da non poter essere fronteggiati con gli strumenti ordinari e da richiedere interventi straordinari e poteri derogatori”.
“Non ci sono i presupposti”
“Anche nel caso del deficit idrico – proseguono gli assessori – la normativa consente una dichiarazione preventiva dello stato di emergenza qualora le analisi delle autorità competenti evidenzino l’evoluzione verso uno scenario emergenziale. La valutazione deve però fondarsi su condizioni oggettive di compromissione della disponibilità della risorsa e sull’insufficienza degli strumenti ordinari di governo del sistema idrico. Oggi questi presupposti non ricorrono”.
La situazione, sebbene critica, non determina un’interruzione dei servizi
“Il sistema lombardo – sottolineano – continua a beneficiare della funzione di regolazione esercitata dai grandi laghi e dagli invasi alpini, oltre che dell’attività di coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione della risorsa. I dati elaborati dall’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici e dai sistemi regionali di monitoraggio evidenziano una situazione certamente critica, ma che non determina allo stato attuale un’interruzione generalizzata degli usi civili, agricoli o produttivi”.
Il Tavolo regionale per l’utilizzo della risorsa idrica

“Durante la riunione del Tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica del 29 luglio – ricordano Beduschi e Sertori – è stato rilevato un deficit idrico regionale pari al 50,8% rispetto alla media storica. Un dato che avvicina la situazione ai livelli registrati nel 2022, anno particolarmente critico. Contestualmente, l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del Distretto del Fiume Po ha classificato la situazione complessiva del distretto in condizioni di ‘Severità Idrica Alta’, il livello più elevato previsto dal sistema nazionale di monitoraggio”.
“Si tratta di un quadro che richiede massima vigilanza – aggiungono – ma che non coincide automaticamente con la necessità di dichiarare lo stato di emergenza. Il nostro compito è continuare a monitorare costantemente l’evoluzione della situazione e utilizzare tutti gli strumenti ordinari disponibili per prevenire l’aggravarsi delle criticità”.
Il comparto agricolo
“Per quanto riguarda il comparto agricolo – sottolinea l’assessore Beduschi – le elevate temperature e le limitate precipitazioni stanno determinando situazioni differenziate sul territorio regionale, con alcune criticità localizzate. Al momento, tuttavia, non registriamo un quadro di danni diffusi per estensione territoriale e irreversibili alle principali filiere lombarde, tale da configurare una crisi produttiva generalizzata”.
“Le produzioni cerealicole, risicole, foraggere e zootecniche – prosegue Beduschi – presentano situazioni differenti a seconda dei territori e delle colture. La disponibilità residua nei sistemi irrigui e le misure di gestione condivisa della risorsa hanno finora consentito di limitare l’impatto sulle coltivazioni maggiormente idroesigenti. Continuiamo comunque a mantenere un’attenzione particolare sulle aree e sui comparti maggiormente esposti”.
“Tra questi – evidenzia l’assessore – vi è certamente il comparto risicolo del Pavese e della Lomellina, fortemente dipendente dalle derivazioni alimentate dal Lago Maggiore e dal sistema del Ticino, che in questa fase presenta condizioni di maggiore sofferenza. La situazione è monitorata con attenzione insieme a tutti i soggetti interessati, perché l’evoluzione delle prossime settimane sarà determinante”.
I sistemi di supporto per le aziende agricole
“Parallelamente – aggiunge Beduschi – per le singole aziende agricole che abbiano subito danni effettivi a seguito di eventi meteorologici avversi o significative perdite produttive, restano a disposizione gli strumenti di gestione del rischio previsti dalla normativa nazionale e comunitaria. In particolare, il sistema mutualistico nazionale AgriCat rappresenta uno dei principali strumenti di tutela per gli eventi catastrofali che colpiscono le produzioni agricole e consente, laddove ricorrano le condizioni previste, l’attivazione degli indennizzi a favore delle imprese danneggiate”.
AgriCat è il fondo mutualistico nazionale, gestito dalla società omonima, dedicato a tutte le aziende agricole percettrici di pagamenti diretti PAC.
“Accanto ad AgriCat – conclude Beduschi – resta operativo anche il Fondo di Solidarietà Nazionale previsto dal decreto legislativo 102 del 2004. L’obiettivo è garantire risposte concrete alle aziende che abbiano subito danni, utilizzando in primo luogo gli strumenti ordinari di prevenzione, gestione del rischio e sostegno alle imprese, senza che questo comporti automaticamente il ricorso a una procedura emergenziale di carattere generale”.
Una situazione che non va sottovalutata
“Il dato sulla severità idrica – afferma l’assessore Sertori – conferma che siamo di fronte a una situazione che non va sottovalutata. Proprio per questo Regione Lombardia ha mantenuto operativo sin dalla fine di marzo il Tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica, rafforzando il confronto e il coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti”.
“Stiamo monitorando costantemente – prosegue Sertori – i principali indicatori idrologici e agrometeorologici, in stretto raccordo con ARPA Lombardia, i consorzi di bonifica, le autorità di bacino, gli enti gestori e le organizzazioni agricole. Il sistema regionale sta lavorando per garantire un utilizzo equilibrato della risorsa, prevenire l’insorgere di situazioni ancora più critiche e intervenire tempestivamente qualora l’evoluzione meteorologica e idrologica lo renda necessario”.
La priorità è tutelare l’ambiente e i cittadini
“Il fatto che oggi non ricorrano le condizioni per una dichiarazione dello stato di crisi o di emergenza – conclude Sertori – non significa affatto abbassare la guardia. Al contrario, significa continuare a utilizzare in modo coordinato e responsabile tutti gli strumenti ordinari a nostra disposizione. La priorità è garantire l’acqua per gli usi civili, agricoli e produttivi, tutelando al tempo stesso l’ambiente e le comunità locali”.
“Regione Lombardia – concludono gli assessore lombardi – continuerà quindi a mantenere un livello di attenzione elevato e a seguire l’evoluzione della situazione giorno per giorno, pronta ad adottare tutte le misure che dovessero rendersi necessarie”.