Risorse per 12 milioni di euro complessivi alla Città Metropolitana di Milano e alle Province lombarde dei canoni idrici (anno 2025) per l’uso delle acque pubbliche. Lo ha deciso la Giunta di Regione Lombardia approvando la proposta dell’assessore a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica, Massimo Sertori.
Canoni acque pubbliche lombarde anno 2025
“Con la legge regionale 10 del 29 giugno 2009 – ricorda l’assessore Massimo Sertori – Regione Lombardia prosegue quindi sulla strada del federalismo idrico”.
“Abbiamo così previsto – continua – di trasferire alle Province una quota parte degli introiti derivanti dai canoni demaniali per l’uso delle acque quale corrispettivo per l’esercizio delle funzioni tecnico-amministrative in materia di piccole derivazioni il cui esercizio è stato attribuito agli enti territoriali dal 2002”.
Sertori: fondi per funzionamento ente e risorse idriche
“Con questa delibera – afferma Sertori – destiniamo risorse che potranno quindi essere utilizzate sia per il funzionamento dell’ente provinciale fino al 50%. La restante quota è destinata a concorrere al finanziamento di misure e interventi di miglioramento e alla riqualificazione ambientale del territorio e delle risorse idriche del territorio interessato. Abbiamo infatti assegnato questi fondi seguendo parametri oggettivi e concordati con l’Unione delle Province lombarde (Upl), soggetto con cui portiamo avanti un costante e proficuo dialogo di cui beneficiano i cittadini lombardi”.
Il riparto
Il riparto tra le diverse Province, ad eccezione di Sondrio per cui vale una legislazione differente, è infatti regolato sulla base di questi criteri territoriali:
a) superficie territoriale, peso 17,5%;
b) popolazione residente, peso 12,5%;
c) numero pratiche piccole derivazioni, peso 40%;
d) canoni attesi piccole derivazioni, peso 30%.
Sinergia tra Regione, Upl e Città Metropolitana di Milano
“La somma stanziata – prosegue l’assessore – soddisfa i contenuti delle intese Province-Upl e Città Metropolitana di Milano per l’esercizio delle funzioni regionali confermate, come definito della legge regionale 32/2015 – triennio 2024-2026″. “Il provvedimento – conclude Sertori – attua quindi la previsione legislativa regionale che valorizza gli enti locali come amministrazioni che esercitano le funzioni amministrative attuando la sussidiarietà verso i livelli istituzionali più vicini ai territori”.