È partita da Mantova la proposta delle regioni europee per mettere la qualità certificata al centro delle politiche dell’Unione europea. Valorizzando, promuovendo e proteggendo Dop e Igp. Lo ha annunciato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, e presidente di Arepo, Alessandro Beduschi, siglando la Dichiarazione di Mantova, il documento con cui le Regioni indicano alla Commissione europea le priorità da inserire nel piano d’azione sulle Indicazioni Geografiche previsto per il 2027.
L’obiettivo è valorizzare, promuovere e proteggere Dop e Igp. Trasformandole sempre di più in strumenti di crescita economica, occupazione, competitività, turismo e sviluppo delle aree rurali. Contestualmente, è stata annunciata per la primavera 2027 l’Expo delle Indicazioni Geografiche, un nuovo evento dedicato al settore, sotto la regia di Regione Lombardia, che in Arepo ha la presidenza di turno. In particolare, per la prima volta saranno riunite in un unico evento tutte le 3.711 indicazioni geografiche dell’Unione europea in un’ottica di rete, di sviluppo del business, di internazionalizzazione e di diffusione della conoscenza verso i cittadini e la società.
Dichiarazione di Mantova, i partecipanti
Al confronto a Mantova hanno partecipato Diego Canga Fano, direttore generale aggiunto della Dg Agricoltura della Commissione europea (che ha annunciato per la promozione dei prodotti DOP e IGP 50 milioni di euro di risorse aggiuntive); Paolo De Castro, presidente di Nomisma; Riccardo Deserti, presidente di oriGIn (Organizzazione mondiale delle Indicazioni Geografiche) e direttore del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano; Cesare Baldrighi, presidente oriGIn Italia e Carlo Fidanza, membro del Parlamento europeo. E’ intervenuto in video collegamento il ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida.
La Dichiarazione di Mantova è stata al centro della sessione sul futuro delle Indicazioni Geografiche nell’Unione europea, nell’ambito della seconda Assemblea generale annuale di Arepo. La sessione si è conclusa con la consegna ufficiale del ‘manifesto’ ai rappresentanti istituzionali presenti.
Il futuro di Dop e Igp in Europa
Comuni le tesi dei relatori sul tema. Occorre un salto di qualità, per fare di Dop e Igp i protagonisti di una vera politica economica e territoriale europea, capace di rafforzare la posizione dei produttori nelle filiere, sostenere l’export, contrastare frodi e imitazioni, favorire innovazione e ricambio generazionale e moltiplicare il valore generato sui territori. “Le Indicazioni Geografiche – ha sottolineato Beduschi – rappresentano un patrimonio economico prima ancora che produttivo. Generano valore che resta legato ai territori, sostengono migliaia di imprese e contribuiscono a mantenere vive intere comunità rurali”.
Le sei priorità
La prima indicazione è netta: ottenere una Dop o una Igp non deve essere il punto di arrivo, ma l’inizio di una strategia di sviluppo. Su questa impostazione si articolano le sei priorità:
- sostenere le Indicazioni Geografiche durante tutto il loro ciclo di vita;
- trasformare la protezione giuridica in valore economico per i produttori;
- aumentare la presenza di Dop e Igp nella vita quotidiana;
- preparare le filiere alle sfide dell’innovazione, delle competenze, del ricambio generazionale e del cambiamento climatico;
- riconoscere alle Regioni un ruolo diretto nella governance;
- costruire, infine, politiche fondate su dati e obiettivi misurabili.
Questo affinché il Piano d’azione sia effettivamente in grado di conoscere l’evoluzione economica delle Indicazioni geografiche. Centrale su questo è il legame con il territorio.
“Con la Dichiarazione di Mantova – ha aggiunto Beduschi – vogliamo proteggere le nostre eccellenze e creare le condizioni perché possano crescere, competere e produrre sempre più valore per chi le realizza e per i territori nei quali nascono”.
Lollobrigida: indicazioni geografiche grande intuizione per valorizzare territori
“Le indicazioni geografiche – ha detto il ministro Lollobrigida – sono state una grande intuizione per valorizzare un percorso fatto di capacità di elevare le produzioni di cibo a un livello di valorizzazione dei diversi modelli produttivi, ambientali, culturali, della tradizione e delle identità. In una Europa che deve fare della distintività sempre più un modello di promozione dei territori e di protezione delle produzioni stesse quando rispondono a criteri di sostenibilità e benessere complessivo delle comunità locali”.
Un’Indicazione Geografica tiene insieme imprese, lavoro, paesaggio, conoscenze, cultura e identità locale, generando un valore che, proprio perché legato all’origine, non può essere delocalizzato. Da qui anche l’attenzione al rapporto con le proposte turistiche e culturali. La Dichiarazione propone di collegare maggiormente Dop e Igp agli itinerari enogastronomici, ai siti Unesco e al patrimonio culturale, prevedendo anche una Giornata europea delle Indicazioni Geografiche e un’Expo itinerante delle Indicazioni Geografiche.
Dop economy, oltre 20 miliardi
I numeri danno la misura della posta in gioco. In Lombardia la Dop economy ha raggiunto 2,9 miliardi di euro nel 2024, +13,1% in un anno, rappresentando circa il 16% del sistema agroalimentare regionale e il 14% del valore nazionale delle Indicazioni Geografiche. A livello nazionale la Dop economy ha raggiunto 20,7 miliardi di euro, +3,5%, (anno 2024, Fonte: Rapporto Ismea-Qualivita) mentre l’export ha superato per la prima volta 12,3 miliardi, +8,2%. Un sistema che conta 328 Consorzi di tutela, 184.000 operatori e oltre 864.000 occupati nei diversi comparti.