Più efficienza energetica e investimenti sugli impianti dell’idroelettrico e sui territori: sono questi i punti qualificanti dell’assegnazione provvisoria della concessione idroelettrica ‘Codera Ratti-Dongo’. Con la formazione della graduatoria finale, il processo di riassegnazione delle concessioni in Lombardia entra nel vivo: l’offerta del primo classificato prevede oltre 150 milioni di euro di investimenti in 30 anni e un incremento della producibilità annua dei due impianti complessivamente superiore al 10%, insieme al raddoppio dei canoni destinati ai territori.
Idroelettrico, Codera Ratti-Dongo coprono fabbisogno 50.000 famiglie
I due impianti coinvolti — Codera-Ratti (da 14,3 MW, scaduto nel 2010) e Dongo (da 5,4 MW, scaduto nel 2019) — generano complessivamente circa 150 milioni di chilowattora all’anno, una quantità di energia sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 50.000 famiglie.
La proposta di Edison
Il fulcro della proposta di Edison spa, aggiudicatario provvisorio e concessionario uscente, è il programma di investimenti: 97 milioni di euro aggiuntivi rispetto ai 57 milioni di investimenti minimi già previsti dal bando. Le risorse riguardano sia gli impianti sia le compensazioni ambientali e territoriali a favore dei Comuni che ospitano le centrali e le opere di presa. Nell’arco dei 30 anni, il valore complessivo degli investimenti raggiunge quasi 8 milioni di euro per MW.
Sul fronte dell’efficienza energetica, l’offerta prevede interventi per rendere più efficienti gli impianti e un incremento della producibilità annua complessiva superiore al 10%: un risultato fondamentale per il Paese in termini di mantenimento dell’equilibrio della rete nazionale poiché l’idroelettrico rappresenta l’unica fonte rinnovabile programmabile.
Maggiori risorse per i territori
Ai benefici attesi dagli investimenti si aggiungono le maggiori risorse per i territori. Tra le proposte dei 5 operatori in gara, l’offerta economica di Edison spa prevede per questa concessione il raddoppio dei canoni destinati all’indennizzo dei territori, che passeranno dagli attuali 1,5 milioni a 3,1 milioni di euro all’anno.
Sertori: con investimenti impianti più efficienti
“Se da un lato – ha commentato Massimo Sertori, assessore a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo risorsa idrica della Regione Lombardia – l’aumento dei canoni e delle compensazioni serve infatti a coprire i maggiori costi dei servizi in montagna e a contrastare lo spopolamento, dall’altro gli investimenti previsti renderanno più efficienti gli impianti in questione, e si rivelano dunque assolutamente fondamentali per la rete elettrica nazionale”.
Numeri in linea con Resio
I numeri delle offerte economiche della gara Codera-Ratti-Dongo ricalcano quanto già osservato nella gara di Resio (attualmente sospesa per contenzioso), dove, a fronte di una potenza di soli 4,06 MW, si era registrato un rialzo dei canoni che nelle offerte presentate arrivato a triplicare gli importi attuali.
Prima gara giunta all’assegnazione provvisoria
Trattandosi della prima procedura di gara nel settore idroelettrico in Italia a essere giunta alla fase di assegnazione provvisoria, l’assessore Sertori ha evidenziato la complessità burocratica e i tempi lunghi delle procedure selettive, anche alla luce dei numerosi contenziosi avviati dagli operatori e ad oggi pendenti. Una criticità che, secondo l’assessore, conferma la bontà della cosiddetta ‘quarta via’, ovvero la proposta di affiancare alle procedure ordinarie di gara la contrattazione diretta con il concessionario uscente. Tale modello include il meccanismo di hydro release, che prevede la cessione al GSE (Gestore servizi energetici) del 15% dell’energia prodotta a un prezzo calmierato di 67 euro/MWh, destinato a sostenere le imprese locali.