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LNotizie-Automotive, Guidesi: dal Parlamento europeo un passo avanti tardivo e insufficiente, confermati i rischi per imprese e occupazione

(LNotizie – Milano, 05 nov) Un passo avanti, ma ancora insufficiente per salvare l’industria automobilistica europea e la tenuta occupazionale della filiera. È il giudizio dell’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi, sul testo di revisione delle norme europee relative alle emissioni di CO₂ dei nuovi veicoli, votato dalla Commissione Ambiente (ENVI) del Parlamento europeo il 4 novembre.

Nel dettaglio, il testo prevede un obiettivo di riduzione delle emissioni dell’87,5%, con una quota aggiuntiva di compensazioni del 7,5%. Un elemento positivo riguarda il restante 5%, che rimane libero da obblighi di compensazione, garantendo maggiori margini di flessibilità.

Per l’assessore restano tuttavia alcune criticità significative: è stata eliminata la possibilità di ricorrere alle compensazioni attraverso i carburanti rinnovabili, mentre quelle legate all’impiego di materiali a basse emissioni vengono limitate all’acciaio, anziché essere estese all’insieme dei materiali a basse emissioni di carbonio (low carbon materials). Si conferma inoltre a tre anni il periodo previsto per il calcolo medio delle emissioni per i costruttori di auto, rispetto ai 5 anni della proposta inziale del relatore, restringendo ulteriormente la flessibilità a disposizione.

“È un piccolo passo avanti che va sfruttato – evidenzia l’assessore Guidesi – ma arriva troppo tardi e si poteva fare molto di più. Le condizioni per una revisione più coraggiosa c’erano. Cinque anni fa avevamo denunciato le conseguenze negative industriali e sociali, causate dalle decisioni europee, che oggi si stanno purtroppo concretizzando”.

Per Regione Lombardia, la revisione delle regole europee deve garantire un equilibrio concreto tra gli obiettivi di decarbonizzazione, la neutralità tecnologica e la salvaguardia della capacità produttiva. Una questione particolarmente rilevante per il sistema manifatturiero lombardo, caratterizzato da una filiera automotive articolata, che comprende imprese della componentistica, fornitori, attività di ricerca e innovazione.

“Il rischio – sottolinea l’assessore Guidesi –  è che le aperture introdotte non siano sufficienti a scongiurare la perdita di posti di lavoro e la chiusura di stabilimenti produttivi, in un contesto di crescente competizione internazionale”.

Il percorso legislativo europeo non è comunque concluso. Dopo il passaggio in Commissione Ambiente, il testo dovrà affrontare i successivi appuntamenti istituzionali, ad esempio quello in Consiglio dell’UE di dicembre, che rappresentano ulteriori occasioni per intervenire sulle disposizioni e rafforzare le misure a tutela dell’industria europea.

“La perdita di posti di lavoro – conclude Guidesi – e la chiusura di stabilimenti non si fermeranno. Questo primo passo non deve essere un punto di arrivo, ma un’opportunità per correggere ulteriormente la rotta velocemente. La Commissione europea deve mettere le proprie imprese nelle condizioni di continuare a produrre, innovare e competere”. (LNotizie)

red

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