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Varese dedica sala a Lucchina. Fontana: ha scritto modello lombardo

carlo lucchina

Cattaneo: un grande uomo, autentico servitore del bene comune capace di rendere possibile l’impossibile. Bertolaso: suo impegno sempre incrollabile

Un ufficio che porta il suo nome, una sala gremita e il ricordo di chi ha condiviso con lui anni decisivi per la sanità lombarda. Villa Recalcati ha ricordato questa mattina Carlo Lucchina, manager e dirigente pubblico scomparso nel dicembre 2024, con l’intitolazione dell’ufficio del direttore generale della Provincia di Varese e il convegno “Carlo Lucchina. L’uomo oltre il manager”, promosso dall’associazione Varese per l’Oncologia ODV.

Alla cerimonia sono intervenuti il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, il sindaco di Varese Davide Galimberti e il sottosegretario regionale alle Relazioni Internazionali ed Europee Raffaele Cattaneo. Presenti anche numerosi esponenti del mondo sanitario e sociosanitario. All’incontro è stato trasmesso un videomessaggio dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso.

La targa dedicata a Lucchina è stata svelata all’ingresso dell’ufficio che aveva guidato a Villa Recalcati, prima di dirigere l’Ospedale di Circolo di Varese e, dal 2003 al 2013, la Direzione generale Sanità di Regione Lombardia.

Fontana: ha segnato il modello lombardo, facendo della competenza un bene comune – “Carlo Lucchina – ha detto Fontana – ha lasciato un segno profondo nella sanità lombarda e nel sistema pubblico. Tutti noi abbiamo conosciuto la sua visione strategica, la straordinaria capacità manageriale e la profonda conoscenza della macchina pubblica. Nel decennio alla guida della sanità lombarda è stato un punto di riferimento non solo regionale, ma nazionale ed europeo, contribuendo all’ammodernamento dei nostri standard clinici e organizzativi”.

“Carlo – ha proseguito il presidente – sapeva sempre tutto prima ancora che iniziasse un incontro. Non serviva anticipargli i temi, conosceva già problemi e percorsi. Ma la sua dote più rara era saper orientare questo sapere al bene comune, con la schiena dritta e l’autorevolezza di chi non doveva nulla a nessuno. Era orgoglioso del servizio sanitario pubblico e la sua preoccupazione costante era che nessun cittadino dovesse mai rinunciare a curarsi. Ha fatto della conoscenza e del rigore uno strumento per incidere concretamente sulla vita delle persone: un insegnamento prezioso per le giovani generazioni di medici, manager e operatori”.

Cattaneo: un grande uomo, un autentico servitore del bene comune – “Carlo Lucchina è stato un grande uomo. Un uomo delle istituzioni – ha ricordato il sottosegretario regionale Raffaele Cattaneo – un servitore autentico del bene comune, in particolare nel campo difficile della sanità. Ma anche un uomo a tutto tondo, di straordinaria umanità: un grande amico, un padre e un marito innamorato della sua famiglia, un incallito fumatore, un appassionato cercatore di funghi e tante altre cose”.

“È stato soprattutto un grande manager pubblico, prima in Provincia di Varese, poi nella sanità lombarda, di cui è stato direttore generale per dieci anni, capace di motivare e coinvolgere moltissime persone che con lui hanno reso il sistema sanitario lombardo, in quegli anni, un’eccellenza mondiale. Sotto la superficie burbera nascondeva un grande cuore e uno straordinario senso del lavoro, del dovere, del servizio dentro le istituzioni, accompagnati da una rettitudine e da una determinazione che lo hanno reso capace di raggiungere obiettivi che sembravano impossibili”.

“Se la grandezza di un uomo si misura da quello che lascia dopo la sua scomparsa – ha aggiunto Cattaneo – oggi le tantissime testimonianze, dai suoi amici d’infanzia fino al ministro Giorgetti, hanno confermato la formidabile eredità di insegnamenti ed esempi che Carlo ci ha donato. Inclusa la dignità con cui ha affrontato per oltre un decennio una ingiustificata persecuzione giudiziaria, legata in particolare al caso di Eluana Englaro, con processi conclusi tutti con la piena assoluzione. Grazie Carlo, amico mio. Cercheremo ogni giorno di essere degni del tuo esempio”.

Bertolaso: regista straordinario. Ricordo le notti della campagna vaccinale – Nel videomessaggio, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso ha ricordato il rapporto umano e professionale con Lucchina, a partire dall’esperienza della campagna vaccinale anti-Covid.

“Carlo è stato un personaggio assolutamente straordinario, che ha segnato, riorganizzato e rilanciato la sanità della nostra regione facendone un’eccellenza internazionale. Con lui abbiamo affrontato l’avvio della colossale campagna vaccinale all’inizio del 2021. Ricordo intere notti trascorse in videocall, fino alle tre o alle quattro del mattino, a riorganizzare i sistemi e a pianificare le risposte per garantire la vaccinazione di prossimità ai nostri anziani over 80 ed evitare loro disagi inaccettabili. In quelle notti difficili e insonni è nata un’amicizia solida e fraterna. Carlo sapeva come risolvere i problemi complessi con determinazione e fermezza: un esempio e una guida per tutti noi”.

Il ricordo di Varese per l’Oncologia

Nel corso del convegno, introdotto dalla presidente di Varese per l’Oncologia ODV Nicoletta Caverzasio Ferloni, è stato ricordato anche il forte impegno di Lucchina nel mondo del volontariato e dell’assistenza. A lungo alla guida dell’associazione, Lucchina è stato vicino a realtà come l’Istituto Nazionale dei Tumori e la Fondazione Sacra Famiglia.

“Dietro una corteccia apparentemente burbera ed esigente c’era un cuore grandissimo – ha ricordato Caverzasio Ferloni – e l’obiettivo prioritario di non perdere mai di vista i malati e i più fragili”.

La mattinata si è conclusa con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato amici, collaboratori e familiari di Lucchina e con la consegna delle borse di studio promosse dall’associazione e destinate agli studenti del corso di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi dell’Insubria. Un’iniziativa che ha voluto legare il ricordo di Lucchina alla formazione e al futuro delle nuove generazioni.

 

 

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