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Missione Lombardia a Bruxelles, Fontana incontra vicepresidente Sberna

Una foto in esterna del Parlamento europeo a Bruxelles (Belgio), sede del tavolo di confronto tra i rappresentanti istituzionali di Regione Lombardia e la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna

Il presidente: chiediamo cambio di rotta nelle prossime norme economiche Ue

La necessità di rivendicare il ruolo chiave delle Regioni nelle politiche economiche europee, non relegando il loro coinvolgimento a una mera consultazione formale; l’importanza di abbandonare un modello di governance centralizzato nella gestione delle risorse destinate ai territori a favore di un approccio multilivello che assicuri una reale co-programmazione degli interventi; la centralità di un confronto continuo con gli enti locali, motori di sviluppo e laboratori di buone pratiche da replicare su base nazionale.

Sono stati questi i punti principali dell’intervento del presidente Attilio Fontana che nella giornata di mercoledì 25 marzo 2026 a Bruxelles ha incontrato la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna nell’ambito della missione istituzionale di Regione Lombardia nella capitale belga.

Obiettivo chiedere modifiche al Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034

In foto i rappresentanti istituzionali di Regione Lombardia, tra cui il presidente Attilio Fontana, al tavolo a Bruxelles (Belgio) durante l’incontro con la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella SbernaObiettivo del viaggio istituzionale – a cui partecipa una ricca delegazione composta dal vicepresidente e assessore al Bilancio Marco Alparone, dagli assessori Guido Guidesi (Sviluppo economico), Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste) e dal sottosegretario alla Presidenza con delega alle Relazioni internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo – è chiedere alle istituzioni europee di riservare un ruolo attivo alle Regioni, e in generale, ai territori, nel nuovo modello di governance previsto dal prossimo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034 e dei relativi Regolamenti.

La Lombardia, motore economico del Paese, ha assunto infatti il ruolo di portavoce delle istanze delle Regioni per chiedere un cambio di rotta deciso nelle politiche economiche comunitarie contenute in questo pacchetto di norme, con l’obiettivo di continuare a garantire un efficace coinvolgimento degli enti territoriali nella gestione dei fondi europei.

Fontana: inaccettabile depotenziare ruolo Regioni con gestione centralizzata fondi

Tra i punti considerati particolarmente critici del nuovo pacchetto di norme c’è in particolare la decisione di accorpare i fondi della coesione e dell’agricoltura in un unico piano nazionale-regionale.

In foto i rappresentanti istituzionali di Regione Lombardia, tra cui il presidente Attilio Fontana, a Bruxelles (Belgio), dove, tra gli altri, ha incontrato la vicepresidente del Parlamento Europeo Antonella Sberna“Siamo a Bruxelles – ha sottolineato il presidente Fontana – per chiedere un netto cambio di rotta nelle prossime norme economiche comunitarie, che riducono le risorse per le Regioni e relegano gli enti territoriali a un ruolo marginale, delineano un modello di gestione dei fondi centralizzato, in cui il coinvolgimento degli enti locali si riduce a una mera consultazione formale. È fondamentale invece puntare su una governance multilivello e su una reale co-programmazione degli interventi territoriali. Ritengo che sia inaccettabile vedere depotenziato il ruolo delle Regioni e degli enti territoriali, veri motori di crescita economica”.

“La Lombardia, da sempre modello virtuoso riconosciuto in Italia e all’estero – ha concluso Fontana – deve poter considerare le norme Ue un ulteriore strumento per dispiegare appieno tutto il suo potenziale e non un ostacolo al suo sviluppo. Spostare il focus dall’ambito regionale a quello nazionale è una scelta sbagliata. È fondamentale invece andare nella direzione inversa, creando le condizioni affinché si possa ‘lombardizzare’ l’intero Paese, diffondendo il più possibile il nostro modello di gestione come un esempio di buon governo da replicare a beneficio di tutta l’Italia”.

Alparone: rafforzare protagonismo delle Regioni nella gestione delle risorse europee

La necessità di riservare un ruolo di primo piano alle Regioni nelle politiche Ue è stata evidenziata anche dal vicepresidente e assessore al Bilancio Marco Alparone. “Rafforzare il protagonismo delle Regioni nella gestione delle risorse europee è fondamentale. Questi enti rappresentano il livello istituzionale più vicino ai territori, alle comunità e alle imprese e sono in grado di intercettare in modo diretto le esigenze locali, le criticità strutturali e le opportunità di crescita. Per questo una governance multilivello che valorizzi le competenze regionali consente di migliorare la qualità della spesa, accelerare i processi decisionali e rafforzare l’impatto degli investimenti europei”.

Beduschi: fondamentale il coinvolgimento delle Regioni

A sottolineare l’importanza di abbandonare un modello di gestione centralizzato delle risorse europee anche l’assessore regionale all’Agricoltura Beduschi. “In un settore come l’agricoltura, legato a doppio filo alle caratteristiche locali e alle dinamiche ambientali il coinvolgimento delle Regioni e in generale degli enti locali, è fondamentale. La gestione regionale dei fondi europei permette infatti di sostenere concretamente gli agricoltori, favorire l’innovazione, promuovere la sostenibilità e rafforzare la competitività delle nostre produzioni, promuovendo interventi mirati ed evitando lo spreco di risorse”.

Cattaneo: assicuriamo che le decisioni siano prese il più vicino possibile ai territori

“Questa missione – ha evidenziato il sottosegretario Cattaneo – punta a rafforzare il ruolo delle Regioni e a dare maggiore risonanza alla loro voce nell’ambito dell’Unione europea. Per noi, mantenere un ruolo centrale delle regioni nella gestione dei fondi europei significa applicare pienamente il principio di sussidiarietà, uno dei pilastri dell’Unione, assicurando che le decisioni siano prese il più vicino possibile ai territori, con l’obiettivo di migliorare la competitività, l’uso delle risorse e l’efficacia delle politiche”.

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