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Pronta la super giuria che assegnerà il ‘Nobel’ lombardo

giuria nobel lombardo

Il Premio istituito dalla Regione verrà consegnato alla Scala il 10 novembre. Assessore Fermi: Questo riconoscimento porta sul territorio importanti progetti 

La giuria del Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca‘, il ‘Nobel lombardo’, è pronta. Quindici scienziati di altissimo livello, che lavorano in accademie e istituzioni scientifiche di Gran Bretagna, Italia, Usa, Paesi Bassi. Le loro ricerche spaziano dalla biostatistica alle patologie degenerative del sistema nervoso, dalla robotica alla prevenzione dei tumori, dalla chimica biofisica alla cura delle malattie del sangue. Saranno loro a decretare il vincitore del Premio da 1 milione di euro che dal 2017 Regione Lombardia attribuisce ogni anno al contributo scientifico più significativo su un tema prescelto: quest’anno, ‘Medicina predittiva basata su intelligenza artificiale e big data‘.

Il ‘Nobel lombardo’ al Teatro alla Scala

Il ‘Nobel lombardo’ sarà consegnato il 10 novembre al Teatro alla Scala di Milano nel corso della Giornata della Ricerca, promossa da Regione Lombardia in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi ETS.

Si avvicina dunque il momento che vede protagonista proprio la Giuria internazionale: sono infatti i suoi membri a decretare, con la dovuta autorevolezza in campo scientifico, quale sarà l’innovazione più meritevole, scegliendo tra le candidature pervenute entro il 16 luglio al Premio internazionale ‘Lombardia è Ricerca’. E a chi, dunque, assegnare il riconoscimento.

“Si tratta di un momento importante per il mio Assessorato – spiega l’assessore a Università, Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi – ma anche per tutta la Lombardia, visto che il Premio ha ricadute importanti per il territorio: mentre il 30% dell’assegno va direttamente al vincitore (o ai vincitori), il 70% è destinato a finanziare progetti di ricerca che il vincitore dovrà avviare in collaborazione con centri di ricerca nella nostra Regione”.

Come si compone la Giuria

I 15 giurati sono individuati a livello internazionale sulla base della loro produzione scientifica tramite il sistema Scopus (database tra i più grandi e consolidati esistenti al mondo nel settore bibliografico), tra i ricercatori con il più alto h-index nelle aree tematiche più affini al Premio: Biomedical Research, Clinical Medicine, Biology, Information & Communication Technologies, Public Health & Health Services, Engineering. A loro si aggiungono di diritto i due vincitori del Premio nel 2025, i pionieri inglesi nel campo della medicina genomica Mark Caulfield e Douglas F. Easton, che portano così a 17 i componenti della Giuria 2026.

I giurati e le loro competenze 

Ecco dunque i 15 giurati selezionati per l’edizione 2026:

  • Graham Colditz, epidemiologo ed esperto di sanità pubblica riconosciuto a livello internazionale, docente alla Washington University School of Medicine a St. Louis (Missouri, USA).
  • Darwin Gordon Caldwell è Founding Director dell’IIT (Italian Institute of Technology) e Director of the Department of Advanced Robotics, Professore onorario in università del Regno Unito e della Cina, le sue ricerche hanno aperto la strada a progressi in umanoidi, robot quadrupedi, robotica medica, aptica ed esoscheletri.
  • Anil Jain, professore alla Michigan State University (USA), esperto di visione artificiale e al riconoscimento biometrico.
  • Massimo Filippi, ordinario di Neurologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, direttore del Centro Sclerosi Multipla, del Centro per l’Alzheimer e dell’ Unità di Ricerca in Neuroimaging all’IRCCS San Raffaele.
  • Dorret Boomsma, ordinaria e capo del Dipartimento di Psicologia Biologica alla Vrije Universiteit di Amsterdam (Paesi Bassi), pioniera nella raccolta di un ampio spettro di dati da migliaia di gemelli per determinare il ruolo della genetica in una vasta gamma di caratteristiche comportamentali.
  • Pier Mannuccio Mannucci, esperto di ematologia riconosciuto a livello internazionale, già Direttore Scientifico dell’IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
  • Julian Schroeder, Distinguished Professor, della University of California a San Diego (USA), studia come le piante resistono agli stress ambientali come siccità e aumento della CO₂.
  • Maria Assunta Rocca, Direttrice dell’Unità di Neuroimaging della Sostanza Bianca del Sistema Nervoso Centrale all’IRCCS San Raffaele di Milano, usa la RM strutturale e funzionale per migliorare diagnosi e trattamento di patologie come la sclerosi multipla.
  • Hamid Reza Karimi, ordinario di Meccanica Applicata al Politecnico di Milano, vincitori di diversi riconoscimenti per i suoi studi su sistemi di controllo intelligenti e meccatronica.
  • Luigina Romani, già Professore di Patologia Generale all’Università di Perugia, è tra le massime autorità internazionali nell’immunità antifungina per i suoi studi sulle risposte dell’organismo a funghi.
  • Amalia Gastaldelli, dirigente di Ricerca dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR a Pisa, studia la fisiopatologia delle malattie metaboliche tra cui obesità e diabete di tipo 2.
  • Maria Grazia Valsecchi, senior professor di Statistica Medica dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, già preside della Scuola di Medicina e Chirurgia, è un’esperta di disegno e analisi di studi clinici.
  • Walter Ricciardi, già presidente dell’Istituto Superiore di Sanità e rappresentante dell’Italia nell’executive board dell’OMS, direttore della Scuola di Salute pubblica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Roma, presiede il Mission Board for Cancer della Commissione Europea, la Missione Europea per la Vaccinazione e il Comitato Scientifico della Fondazione Human Technopole.
  • Carlo Ratti, architetto e ingegnere, è direttore del Senseable City Lab al MIT – Massachusetts Institute of Technology (USA) ed esperto di Smart Cities.
  • Karen Glanz, professoressa di epidemiologia alla Penn University (Pennsylvania, USA), dove è anche Program Co-Leader for the Cancer Control Program del Abramson Cancer Center.
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