Al via, nella mattinata di venerdì 13 febbraio, la demolizione del primo fabbricato, un tempo adibito a magazzino stoccaggio, nel Sito di Interesse Nazionale (SIN) Brescia-Caffaro. All’evento ha partecipato, tra gli altri, l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia, Giorgio Maione. Presenti anche il sindaco di Brescia, Laura Castelletti, e il Commissario Straordinario Caffaro, Mauro Fasano.
Demolizioni e bonifica SIN Caffaro-Brescia inizio di nuova vita
L’intervento segna il passaggio dalla fase di cantierizzazione, iniziata a ottobre 2025, a quella operativa della bonifica e rigenerazione dell’area. La fase di decommissioning è affidata a Greenthesis S.p.A., mandataria del Raggruppamento Temporaneo di Imprese (Rti), che si è aggiudicata la gara per la bonifica del sito.
Maione: una giornata assolutamente storica
“Questa è una giornata storica – ha sottolineato l’assessore Maione – perché questo intervento atteso da anni dal territorio non è solo una tappa simbolica ma l’inizio del risanamento e della reale rigenerazione dell’area”.
“Il ruolo di Regione – ha aggiunto l’assessore – rimane quello di garante di questo processo, collaborando con tutti i soggetti competenti per restituire finalmente alla città un ambiente sano e sicuro”.
Le origini della Caffaro
La vicenda Caffaro rappresenta uno dei casi di contaminazione ambientale più complessi in Italia. Nel 1906 viene fondato lo stabilimento per la produzione di soda caustica, originariamente destinata all’industria dei saponi. A partire dagli anni Trenta il sito diventa uno dei principali centri nazionali per la sintesi dei PCB (policlorobifenili). La produzione cessa poi negli anni Ottanta.
La perimetrazione del SIN del 2003
Nel 2003 è stata approvata la perimetrazione ufficiale del SIN e, nel 2015, è stata istituita una struttura commissariale.
Da allora il Commissario Straordinario opera in costante sinergia con Regione Lombardia, Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Lombardia (Arpa), Agenzia Tutela della Salute (Ats), Ente regionale per i servizi all’Agricoltura e alle Foreste (Ersaf) e i Comuni per coordinare le attività di messa in sicurezza e bonifica.
Abbattimenti, poi avvio bonifica
Dopo i primi abbattimenti, seguiranno le diverse attività previste dal progetto di bonifica. Si procederà con alcune perforazioni per poter installare, tra marzo e aprile, i campi di prova con cui testare tecnologie avanzate di risanamento quali l’ossidazione chimica in situ (Isco), l’aspirazione dei vapori (Sve), il lavaggio del suolo (Soil Flushing) e la sostituzione del terreno (Soil Replacement).
Nell’area è attiva e monitorata la barriera idraulica che intercetta le sostanze inquinanti e che verrà integrata con due pozzi ulteriori.
Conclusione dei lavori nel 2030
“Il programma dei lavori – ha concluso l’assessore – proseguirà per i prossimi anni (completamento previsto nel 2030) e con l’impegno costante di Regione Lombardia e delle amministrazioni a mantenere l’attenzione sul raggiungimento dell’obiettivo comune per i cittadini di Brescia”.



