“Parità di genere e media, dopo le Olimpiadi si conferma un dato: il contributo delle atlete, soprattutto olimpiche, valorizza lo sport a livello comunicativo. Fondazione Bracco e Comitato Olimpico Internazionale, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026, hanno presentato in Regione i risultati della ricerca ‘Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026‘ realizzata dall’Osservatorio di Pavia. Alla presentazione sono intervenuti il presidente della Giunta regionale, Attilio Fontana, il sottosegretario alla Presidenza della Regione con delega a Sport e Giovani, Federica Picchi, la presidente della Fondazione Bracco, Diana Bracco, e Monia Azzalini, ricercatrice, Osservatorio di Pavia.
La ricerca, da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026
La ricerca presentata analizza come lo sport e i suoi protagonisti vengono rappresentati nei telegiornali italiani. Attenzione specifica viene data alla presenza e narrazione delle atlete nel racconto dell’informazione sportiva. Il monitoraggio individua il ruolo dei media nel promuovere parità, equità e inclusione nello sport. La ricerca, un vero e proprio percorso di osservazione nel tempo, ha analizzato la copertura mediatica in diverse fasi. L’indagine si è concentrata sulla rappresentazione televisiva nazionale tra luglio 2024 e marzo 2026 – dai Giochi di Parigi, passando per un anno di informazione ordinaria, fino ai Giochi di Milano Cortina 2026.
“Il talento femminile – ha sottolineato il presidente Fontana – non è episodico, ma strutturale. E merita di essere narrato oltre i picchi mediatici legati all’evento. Quindi il mio plauso a Fondazione Bracco e partner – Osservatorio Pavia e Gi.U.Li.A. Giornaliste – per questo prezioso patrimonio di dati. Dalla copertura occasionale alla narrazione continuativa e qualitativa: i dati mostrano che la visibilità femminile cresce durante i grandi eventi. Ma le nostre Olimpiadi hanno insistito sul carattere duraturo – di infrastrutture e del programma culturale connesso – per porsi come motore di cambiamento. Giusto aumentare la presenza femminile nelle notizie. Necessario raccontare anche le storie personali. Come quella della nostra grande Federica Brignone. Valorizzare figure lombarde di successo significa costruire una memoria collettiva che riconosca il contributo femminile allo sport”.
Stereotipi ‘duri’ a morire
Durante i Giochi di Parigi 2024 la copertura dei telegiornali italiani (a cui sono dedicate il 75% delle notizie) ha mostrato un’attenzione relativamente equilibrata tra sport femminili e maschili e una presenza significativa delle atlete nella narrazione dell’evento. Anche l’analisi dei Giochi Paralimpici di Parigi 2024 ha restituito indicazioni preziose su come lo sport venga rappresentato nei media. Pur in presenza di una copertura più limitata, l’attenzione dedicata alle Paralimpiadi 2024 ha permesso di osservare dinamiche narrative specifiche. Tra queste la persistenza di stereotipi legati alla disabilità o al genere.
“I Giochi Milano-Cortina 2026 hanno registrato uno dei più alti livelli di partecipazione femminile nelle Olimpiadi invernali: il 47,9% degli atleti erano donne, protagoniste assolute del medagliere – ha ricordato il sottosegretario Picchi -. La Lombardia esprime grande orgoglio per le atlete olimpiche e paralimpiche italiane, da Federica Brignone a Chiara Mazzel, da Francesca Lollobrigida ad Arianna Fontana“.
Proprio Fontana – ha aggiunto Picchi – pattinatrice di short track, donna, giovane, valtellinese, con 14 medaglie è tra i campioni uomini e donne più vincenti nella storia dei Giochi invernali. Un fenomeno anche la collega Lollobrigida. Con due ori a Milano-Cortina 2026 in tasca, ha raccontato il sostegno ricevuto dalla FISG durante la maternità, auspicando che tutte le Federazioni facciano lo stesso. Per questo, con Regione e Coni Lombardia stiamo creando un fondo per favorire la conciliazione tra carriera sportiva e maternità, lo stesso impegno che stiamo mettendo nella realizzazione di percorsi dual career con tutti i CUS Lombardi”.
Parità di genere, media e Olimpiadi. In mezzo la cronaca ‘ordinaria’
Quando l’attenzione si sposta dai grandi eventi allo sport ‘ordinario’, il quadro cambia. L’analisi dell’anno successivo ai Giochi di Parigi ha mostrato come la copertura televisiva torni a concentrarsi su poche discipline dominanti e su protagonisti già consolidati nel sistema mediatico. In questo contesto specifico, la presenza dello sport femminile e delle sue protagoniste tende nuovamente a ridursi, segnalando come l’effetto di apertura e di maggiore visibilità generato dai Giochi non sempre riesca a tradursi in un cambiamento realmente strutturale nel modo in cui lo sport è raccontato.
Milano Cortina 2026, edizione Olimpiadi più bilanciata di sempre tra parità di genere e media
I Giochi Invernali Milano Cortina 2026 riportano al centro dell’attenzione lo sport femminile con un incremento della visibilità delle atlete (58% vs. il 42% degli atleti) e delle discipline sportive femminili all’interno dei telegiornali italiani. Inoltre, Milano Cortina 2026 è l’edizione dei Giochi olimpici invernali più bilanciata di sempre, con il 47% di donne e il 53% di uomini e la rappresentanza femminile italiana è stata del 47%, perfettamente in linea con la quota internazionale.
La copertura tra competizioni femminili e maschili è equilibrata. La maggior parte dei servizi analizzati ha raccontato le competizioni senza una netta prevalenza di genere. Il 53% delle notizie ha coperto discipline sia maschili sia femminili, mentre il 24% ha riguardato competizioni femminili e il 23% competizioni maschili. Anche le voci femminili e maschili sono state bilanciate: 49% le donne intervistate vs. 51% degli uomini.
Paralimpiadi: c’è del lavoro da fare
Il racconto dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 si sviluppa in uno spazio informativo limitato. Che si caratterizza per una forte selettività nella costruzione dei contenuti. All’interno di questo quadro, la distribuzione della visibilità evidenzia la presenza di gerarchie marcate. Le atlete, che rappresentano solo il 26% dei partecipanti, vedono ulteriormente ridotta la loro presenza nel racconto mediatico. Qui si fermano al 14% delle notizie.
La copertura delle competizioni, in questo senso, si concentra in particolare su tre discipline – lo sci alpino, lo sci di fondo e lo snowboard – all’interno delle quali solo le prime due offrono spazio alle gare femminili. La visibilità delle donne nello sport tende, in sintesi, ad ampliarsi in coincidenza con i momenti di maggiore attenzione mediatica. In queste occasioni il racconto si apre a una maggiore pluralità di discipline, storie e protagoniste. Contribuendo ad arricchire lo sguardo del pubblico sul mondo delle competizioni femminili.
Le Olimpiadi hanno dimostrato che lo sport italiano, femminile e maschile, ha fatto importanti passi avanti. Ora la sfida è costruire una narrazione ancora più equa per chi racconta il mondo dello sport.