Via libera all’istituzione delle Comunità di Pianura in Lombardia. La Giunta regionale ha approvato, su proposta del presidente Attilio Fontana e di concerto con l’assessore agli Enti locali, Massimo Sertori, il Progetto di legge per la promozione della nuova forma di convenzione tra Comuni. Obiettivo: favorire l’esercizio associato di funzioni e servizi comunali, riconoscendo anche specifici contributi regionali.
“Con questo passaggio – commenta il presidente Fontana – proseguiamo nel rafforzamento degli Enti locali. Un orizzonte su cui la Lombardia è impegnata da tempo attraverso interventi mirati, strategie territoriali condivise e accordi per lo sviluppo socio-economico. Per rafforzare competitività e attrattività, lavoriamo costantemente con gli amministratori locali partendo dalle priorità che emergono dal confronto con i territori”.
“Con questa legge – sottolinea l’assessore Sertori – compiamo un passo importante per rendere più forte la capacità amministrativa degli enti locali. In continuità con il processo di valorizzazione delle gestioni associate promosso dalla Regione negli ultimi anni. La Lombardia è la regione italiana con il maggior numero di Comuni (1.501) e una forte presenza di realtà di piccole dimensioni. Vogliamo offrire a questi enti un sostegno concreto per affrontare le sfide amministrative sempre più complesse, migliorando la qualità dei servizi ai cittadini ed alle imprese”.
Un sostegno concreto per affrontare nuove sfide
Le ‘Comunità di pianura’ si incardinano nel Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. Più precisamente nell’ambito delle convenzioni stipulate ai sensi dell’articolo 30 del Testo Unico. La legge riconosce le ‘Comunità di pianura’ come convenzioni tra un numero minimo di comuni non classificati montani ai sensi della normativa statale vigente e non appartenenti a comunità montane, afferenti al medesimo ambito territoriale omogeneo o zona omogenea di pianura. Si tratta di convenzioni strutturate con una durata minima di dieci anni. La nuova forma di rappresentanza consentirà alle amministrazioni locali di condividere competenze, personale e servizi, beneficiando di un sostegno economico dedicato da parte della Regione.
“L’obiettivo – prosegue Sertori – è favorire aggregazioni stabili e durature capaci di generare economie di scala, maggiore specializzazione e una più efficace capacità di programmazione. Vogliamo mettere i Comuni nelle condizioni di rispondere meglio alle esigenze dei territori”.
Da Lombardia accesso a contributi regionali per Comunità di Pianura
Tra gli elementi qualificanti della riforma vi è l’individuazione di ambiti territoriali omogenei di riferimento, che consentiranno di sviluppare politiche condivise e strategie comuni su scala sovracomunale. Le ‘Comunità di pianura’ potranno accedere ai contributi regionali a fronte della gestione associata di almeno cinque funzioni o servizi strategici, tra cui pianificazione urbanistica e protezione civile, entrambe nell’ambito delle competenze attribuite ai comuni dalla normativa vigente, opere pubbliche ed edilizia privata, servizi informatici, digitali e di cybersecurity, commissione comunale di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo, gestione del personale, gestione dei tributi, Suap e Polizia locale.
“Abbiamo costruito una legge – continua l’assessore Sertori – che valorizza l’autonomia comunale e allo stesso tempo incentiva forme di convenzionamento più solide e strutturate. Questo alla luce, anche, delle indicazioni contenute nella risoluzione approvata dal Consiglio regionale a gennaio 2026. L’esperienza ci insegna che la frammentazione amministrativa può rappresentare un limite, soprattutto per i piccoli Comuni chiamati oggi a gestire servizi sempre più complessi. La proposta avvierà ora il suo iter in Consiglio dove potrà essere affinata recependo ulteriormente le esigenze dei territori. Con le Comunità di Pianura offriamo una risposta concreta, moderna e flessibile, che mira a rafforzare e sostenere i territori senza sostituirsi alle amministrazioni locali”.