Regione Lombardia punta sul dialogo tra istituzioni, enti e stakeholders per affrontare in modo condiviso le sfide legate alla tutela della biodiversità. È questo il messaggio emerso dal Tavolo per la Biodiversità ‘Fare rete per custodire il territorio’. L’iniziativa è stata promossa il 30 luglio presso l’Ufficio Territoriale Regionale di Lecco alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.
L’incontro ha riunito associazioni venatorie e pescatorie, organizzazioni professionali agricole, Carabinieri forestali, Polizia provinciale, enti gestori delle aree protette e rappresentanti delle istituzioni locali. Obiettivo, avviare un confronto stabile sulle principali tematiche che interessano il territorio lecchese e, più in generale, le aree montane lombarde.
Biodiversità, anche per Lecco rappresenta una delle sfide più importanti
“La tutela della biodiversità – ha detto Beduschi – è una delle sfide più importanti che abbiamo davanti. Richiede equilibrio, pragmatismo e capacità di ascolto. Solo attraverso il confronto tra istituzioni, enti, associazioni e operatori possiamo costruire politiche efficaci. Fondate sulle evidenze scientifiche e sull’esperienza di chi presidia il territorio ogni giorno. Il Tavolo avviato a fine luglio a Lecco rappresenta un esempio concreto di come si possa costruire una governance condivisa della biodiversità. Un modello che, per la ricchezza e la complessità del territorio lecchese, può diventare un riferimento ed essere replicato anche in altre realtà lombarde. Fare rete significa mettere a sistema competenze e responsabilità per affrontare con serietà le sfide della montagna, dei laghi e delle aree rurali. Trasformandole in opportunità per il futuro”.
All’ordine del giorno dell’incontro i principali temi che oggi incidono sugli equilibri ambientali del territorio. Dalla gestione della presenza dei grandi carnivori, come lupi e orsi, al contenimento degli ungulati, dalla tutela della biodiversità del Lario – con particolare attenzione alle specie ittiche autoctone, al controllo del cormorano e delle specie invasive come il pesce siluro – fino alle problematiche che interessano il comparto agricolo, come la diffusione della Popillia japonica, e il ruolo strategico di pascoli, malghe e alpeggi nella conservazione della biodiversità delle aree montane.