Un percorso condiviso tra strutture pubbliche per garantire ai pazienti oncologici continuità assistenziale, tempestività e appropriatezza anche nelle situazioni di emergenza. È questo l’obiettivo del protocollo operativo tra Ospedale Niguarda e Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano, sviluppato con il coordinamento dell’ATS della Città Metropolitana di Milano e della Scuola di Specializzazione in Oncologia Medica dell’Università degli Studi di Milano. Il progetto nasce dalla necessità di assicurare una risposta strutturata ai pazienti oncologici dell’Istituto Nazionale dei Tumori che, non disponendo di un proprio Pronto Soccorso, possono avere bisogno di cure urgenti.
Le reti clinico-assistenziali di Regione Lombardia
L’esperienza si inserisce nel modello delle reti clinico-assistenziali promosso da Regione Lombardia, che punta a rafforzare l’integrazione tra strutture e professionisti e a garantire percorsi di cura sempre più coordinati. In particolare, il protocollo mette in relazione la Rete Oncologica Lombarda con il sistema dell’emergenza-urgenza, creando un collegamento diretto tra un centro oncologico di riferimento come l’INT e il Pronto Soccorso del Niguarda. La Rete è stata sviluppata da Regione proprio per favorire l’integrazione delle competenze e superare la frammentazione dei percorsi assistenziali.
Bertolaso: le reti sono la forza della sanità lombarda
“Questo protocollo – dichiara l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione tra strutture pubbliche possa migliorare la qualità e la sicurezza dell’assistenza. Il paziente oncologico ha esigenze particolari e deve poter contare su una presa in carico che non si interrompa quando entra in una situazione di emergenza. Mettere in rete Niguarda e Istituto Nazionale dei Tumori significa integrare competenze, condividere informazioni e garantire risposte rapide e appropriate. È questo il valore delle reti clinico-assistenziali che Regione Lombardia sta rafforzando: fare in modo che, anche quando il paziente deve passare da un ospedale all’altro, il suo percorso di cura continui senza interruzioni. Nel quadro di eccellenza oncologica che già contraddistingue il sistema sanitario lombardo, siamo determinati a fare dell’Istituto Nazionale dei Tumori il più completo e il migliore istituto oncologico d’Europa, rafforzandone ulteriormente il ruolo di riferimento per la cura, la ricerca e l’innovazione”.
Come avviene l’integrazione per le urgenze oncologiche tra Niguarda e Istituto Tumori
Quando un paziente in cura presso l’INT accede al Pronto Soccorso del Niguarda o viene soccorso dal sistema di emergenza territoriale attraverso il 112, viene attivato un percorso dedicato che prevede il tempestivo raccordo tra i professionisti dell’emergenza e gli specialisti oncologi dell’Istituto. Vengono condivise le informazioni cliniche, le terapie in corso e le priorità assistenziali, così da consentire una gestione coerente con il percorso oncologico già avviato.
Obiettivo è garantire la stabilizzazione del paziente
L’obiettivo è garantire la stabilizzazione del paziente, evitare interventi non appropriati e favorire, quando possibile, il rapido ritorno all’Istituto Nazionale dei Tumori. Nella maggior parte dei casi, la ripresa in carico da parte dell’INT avviene entro 24-48 ore dalla segnalazione del Pronto Soccorso.
Il collegamento tra le équipe
Anche quando il trasferimento immediato non è possibile, il collegamento tra le équipe consente di mantenere la continuità assistenziale, con indicazioni condivise sulla gestione clinica e sulle terapie più appropriate. Il modello permette inoltre di affrontare anche le situazioni più complesse, nelle quali il paziente oncologico presenta ulteriori patologie che richiedono competenze specialistiche.
Il protocollo rappresenta quindi un esempio concreto di integrazione tra oncologia ed emergenza-urgenza, in linea con l’organizzazione a rete del sistema sociosanitario lombardo. Regione Lombardia ha infatti strutturato sia la Rete Oncologica sia la Rete regionale dei Pronto Soccorso con l’obiettivo di favorire il coordinamento tra professionisti e strutture e migliorare la presa in carico dei pazienti.
Montella (INT): continuità assistenziale e decisioni rapide
Molti pazienti oncologici – spiega la direttrice generale dell’Istituto Nazionale dei Tumori, Maria Teresa Montella -si rivolgono al Pronto Soccorso per problematiche legate alla malattia, ma necessitano di competenze specifiche anche nell’emergenza. Con questo protocollo abbiamo costruito un collegamento strutturato con Niguarda per garantire continuità assistenziale, decisioni cliniche rapide e coerenti con il percorso oncologico, evitando vuoti assistenziali e favorendo il ritorno del paziente al proprio centro di riferimento.
Zoli (Niguarda) : un modello di emergenza di macroarea
“La collaborazione – sottolinea il direttore generale dell’Ospedale Niguarda Alberto Zoli – consolida un modello di emergenza-urgenza di macroarea, nel quale il Pronto Soccorso del Niguarda è a servizio anche di strutture che non dispongono di un proprio Pronto Soccorso. Un sistema che richiede condivisione delle informazioni cliniche e un agire comune nel rispetto dei protocolli e della continuità delle cure specialistiche”.

