Una applicazione basata sulla gamification, che utilizza dinamiche tipiche dei videogiochi in un contesto reale per promuovere il decoro urbano e la partecipazione civica in Lombardia; una soluzione integrata pensata per ridurre ansia sociale, isolamento e difficoltà comunicative in bambini e preadolescenti; un prototipo didattico per la riabilitazione della mano nella paralisi cerebrale infantile; un sistema di climatizzazione passiva per edifici a PCM termochimici e flussi bifase gas-solido.
Sono questi i quattro progetti selezionati dalla giuria del Premio ‘Lombardia è Ricerca‘ rivolto alle scuole. A presentarli sono stati gli alunni dell’Istituto Superiore Enrico Fermi di Mantova, dell’IIS Emilio Alessandrini di Abbiategrasso, del Civico Liceo Linguistico Alessandro Manzoni di Milano e dell’Is Giovanni Falcone di Gallarate.
La classifica finale non è ancora stata svelata e sarà resa nota solo il 10 novembre, sul palco del Teatro alla Scala, da Gerry Scotti, da sempre molto vicino al mondo dei giovani e particolarmente sensibile ai temi dell’istruzione, del talento e della ricerca.
Il riconoscimento di Regione Lombardia premia i progetti innovativi e con impatto sociale realizzati in classe dagli studenti delle scuole superiori e della formazione professionale lombarde.
‘Lombardia è Ricerca’, l’innovazione parte anche dalle scuole
“I progetti del Premio ‘Lombardia è Ricerca’ 2026 per i ragazzi che ho potuto vedere in questi anni – sottolinea l’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi – dimostrano che l’innovazione non nasce solo nei laboratori o nelle aziende, ma può e deve partire anche dalle aule scolastiche, dove si formano i protagonisti del futuro della Lombardia”.

“Iniziative come questa – ha sottolineato Fermi – ci ricordano che l’innovazione è un percorso condiviso, che unisce scuola, istituzioni e comunità: la Lombardia del domani nasce anche dalle idee dei più giovani. Non posso poi non sottolineare come anche quest’anno i progetti che premieremo sul palco della Scala siano davvero strabilianti. Fortunatamente non faccio parte della giuria, perché sarei in difficoltà a effettuare una scelta!”.
Ai ragazzi premi da 2 a 10.000 euro – Tra le candidature arrivate sono dunque stati selezionati quattro progetti, che si contendono assegni da 2 a 10.000 euro. Il Premio è attivo dal 2018 e nasce in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia. L’obiettivo è promuovere la capacità di innovazione del territorio partendo dalle aule. Possono partecipare gruppi di almeno due studenti di una scuola superiore o di un istituto di formazione professionale con sede in Lombardia. Ogni gruppo presenta un progetto innovativo sulla tematica proposta ogni anno.
Edizione 2026, le collaborazioni
All’edizione 2026 collaborano il Centro comune di ricerca (JRC) della Commissione europea e, per la prima volta, la Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche (FAST). Al primo gruppo classificato vanno 10.000 euro, al secondo 8.000, al terzo 4.000 e al quarto 2.000. Gli studenti potranno usare gli assegni come preferiscono. Ognuno dei quattro istituti, inoltre, riceve 5.500 euro per materiali e strumenti didattici e per coprire le spese della visita degli studenti vincitori al sito del JRC di Ispra, in provincia di Varese. Da quest’anno si aggiunge una Menzione Speciale FAST da 2.000 euro lordi.
La classifica del premio ‘Lombardia è Ricerca’ verrà resa nota il 10 novembre
Le scuole dei quattro progetti selezionati sono invitate alla Giornata della Ricerca, che Regione Lombardia organizza con Fondazione Umberto Veronesi ETS. Sarà ancora una volta Gerry Scotti, tra i protagonisti più attesi della giornata, ad annunciare in diretta il progetto vincitore del primo premio e la classifica finale degli altri tre gruppi. In sala ci saranno decine di classi invitate all’evento: è uno dei momenti più partecipati della Giornata.
Questi i quattro progetti selezionati (non in ordine di classifica) del Premio ‘Lombardia è Ricerca’ ragazzi 2026.
Civico Liceo Linguistico Manzoni di Milano
‘SocialBuddy’ (questo il titolo scelto dagli studenti del liceo milanese) è una soluzione integrata pensata per ridurre ansia sociale, isolamento e difficoltà comunicative in bambini e preadolescenti, aiutandoli ad affrontare con più sicurezza le interazioni quotidiane a scuola, in famiglia e nei contesti sportivi e ricreativi. Il prodotto combina tre componenti complementari: un wristband, una app gratuita e un set di carte collezionabili. Il wristband funziona come oggetto personale e discreto, capace di accompagnare il ragazzo nei momenti critici e di attivare piccoli segnali o promemoria. L’app propone strumenti semplici di autoregolazione, scenari guidati, micro-obiettivi e contenuti personalizzati. Le carte collezionabili trasformano il percorso in un’esperienza ludica e tangibile, favorendo continuità, motivazione e condivisione anche offline.
Il progetto destinato al Premio ‘Lombardia è Ricerca’ 2026 per i ragazzi, è stato sviluppato durante l’anno scolastico 2025/2026 all’interno del percorso Solve for Tomorrow. In una prima fase, il gruppo ha analizzato il bisogno sociale di riferimento, osservando le difficoltà comunicative e relazionali che possono emergere nei bambini e nei preadolescenti, soprattutto in situazioni di ansia sociale, timidezza marcata o difficoltà di inserimento nel gruppo. In una seconda fase, gli studenti hanno definito il concept di ‘SocialBuddy’, individuando destinatari, contesti d’uso, obiettivi educativi e componenti del prodotto. Successivamente è stata sviluppata una prima idea di prototipo, con mock-up dell’app, studio dell’interazione tra wristband e applicazione, progettazione dei contenuti educativi e definizione della dinamica di gamification attraverso le carte.
L’originalità di ‘SocialBuddy’ consiste nell’unire in un unico ecosistema tre linguaggi normalmente separati: tecnologia indossabile, applicazione digitale gratuita e gioco fisico collezionabile.
Istituto Superiore Enrico Fermi di Mantova
‘Entalpia’ è un sistema innovativo di gestione dell’energia termica basato sull’impiego di materiali a cambiamento di fase termochimico ( TC-PCM ) e su reazioni chimiche reversibili. Il progetto nasce dall’esigenza di individuare un’alternativa ai sistemi tradizionali di climatizzazione, con particolare attenzione alla riduzione del consumo di energia elettrica e della dipendenza dai combustibili fossili. Il principio di funzionamento prevede l’utilizzo dell’energia solare diurna per favorire la decomposizione endotermica di un materiale termochimico, come il bicarbonato d’ammonio, con conseguente accumulo dell’energia sotto forma di potenziale chimico e generazione di una fase gassosa.
L’obiettivo della ricerca è quindi sviluppare e validare sperimentalmente un sistema passivo, reversibile, scalabile e integrabile nell’architettura degli edifici, capace di sfruttare fonti termiche a bassa temperatura, in particolare l’irraggiamento solare, per produrre effetti di raffrescamento e riscaldamento senza ricorrere necessariamente a compressori o ad altri sistemi meccanici energivori.
L’originalità del progetto nasce da un’idea semplice ma ambiziosa: trasformare l’edificio stesso in un sistema capace di raccogliere, immagazzinare e restituire energia termica. Invece di produrre calore o freddo attraverso un continuo consumo di energia elettrica, il progetto esplora l’impiego di materiali termochimici reversibili che utilizzano l’irraggiamento solare per accumulare energia sotto forma di legami chimici, per poi restituirla quando le condizioni ambientali lo richiedono.
IS “Giovanni Falcone” di Gallarate (VA)
‘Urban-Hero’ è un’applicazione basata sulla gamification, che utilizza dinamiche tipiche dei videogiochi in un contesto reale per promuovere il decoro urbano e la partecipazione civica in Lombardia.
L’app permette ai cittadini di segnalare in modo semplice e immediato problematiche e disservizi del territorio, come buche, lampioni guasti, rifiuti abbandonati o arredi urbani danneggiati, ma anche di proporre nuove idee e migliorie per il proprio quartiere. Le segnalazioni possono essere geolocalizzate e monitorate nel loro percorso, dalla presa in carico alla risoluzione. La componente ludica introduce punti, badge, livelli e obiettivi, trasformando la cura della città in un’esperienza partecipativa e collettiva.
L’obiettivo è chiaro: rendere i cittadini ‘custodi’ del proprio quartiere, facilitando il dialogo con le Amministrazioni e favorendo una maggiore attenzione verso il bene comune. ‘Urban-Hero’ vuole stimolare comportamenti virtuosi, velocizzare l’individuazione delle criticità e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità, facendo sentire ogni cittadino parte attiva del miglioramento del territorio. Ogni segnalazione è un’azione. Ogni azione migliora la città.
IIS Alessandrini di Abbiategrasso
Il progetto ‘Hope’ (Hand Oriented to Physiotherapy Empowerment) consiste in un prototipo didattico per la riabilitazione della mano nella Paralisi Cerebrale Infantile (PCI): un guanto riabilitativo intelligente che combina tecnologia e impegno sociale per restituire autonomia, dignità e qualità della vita a chi affronta difficoltà motorie. Il tutto nasce dall’idea di sviluppare un dispositivo indossabile in grado di facilitare la riabilitazione motoria della mano nei bambini con PCI, favorendone il recupero funzionale attraverso esercizi guidati tramite mirroring della mano sana, stimolazione mirata e monitoraggio del movimento, tramite l’integrazione di sensori e attuatori controllati da Arduino.
Il prototipo realizzato per il Premio ‘Lombardia è Ricerca’ ragazzi 2026 consiste in un’ortesi indossabile progettata per coadiuvare i movimenti di una mano umana a mobilità ridotta, attraverso un sistema di controllo a microcontrollore, su base mirroring della mano sana. L’ortesi è composta da un guanto indossabile sormontato da una struttura articolata, un esoscheletro snodabile stampato in 3D, collegato tramite fili a un sistema di attuazione. Ogni dito è controllato singolarmente grazie ad un attuatore lineare, collegato a un microcontrollore Arduino MKR 1010 WiFi. I movimenti vengono trasmessi alla mano sinistra, supposta compromessa da spasticità di grado 2-3 della scala MAS (Ashworth Modificata), attraverso fili d’acciaio che fungono da tendini artificiali, permettendo l’apertura e la chiusura delle dita in modo coordinato secondo quanto rilevato sulla mano destra.
Il progetto si inserisce nel settore della robotica assistiva, un ambito in forte sviluppo grazie ai progressi tecnologici ed alla crescente attenzione verso l’inclusione delle persone con disabilità. Le protesi robotiche moderne permettono di migliorare significativamente l’autonomia degli utenti, ma presentano ancora limiti legati a costi elevati, complessità d’uso e scarsa personalizzazione.