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Tumore al pancreas, accesso al farmaco più vicino in Lombardia

Un dottore che scrive nello sfondo e in primo piano il plastico di un pancreas. Foto utilizzata per articolo Regione Lombardia al lavoro per paziente di Lecco affetta da tumore al pancreas.

Bertolaso: vogliamo individuare modalità per aiutare anche altre persone

Tumore al pancreas, accesso al farmaco più vicino in Lombardia. Regione Lombardia sta individuando un percorso che consenta a una paziente, affetta da tumore al pancreas e già in carico all’Asst di Lecco, di accedere al farmaco di cui necessita.

Regione Lombardia al lavoro per la paziente affetta da tumore al pancreas

Le strutture regionali stanno verificando le possibilità disponibili e le procedure necessarie, nel rispetto delle valutazioni cliniche e delle disposizioni vigenti, con l’obiettivo di offrire una risposta concreta e tempestiva alla paziente e alla sua famiglia, individuando al contempo un percorso che possa essere valutato anche per altri pazienti che dovessero trovarsi nella stessa situazione.

Bertolaso: vogliamo dare una risposta a tutti

Regione Lombardia sta individuando un percorso che consenta ai pazienti con tumore al pancreas di accedere al farmaco che rallenta la malattia. Lo ha spiegato l'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso (in foto).

“Riteniamo doveroso impegnarci – sottolinea l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso – affinché i pazienti possano accedere alle migliori cure che la medicina, grazie anche alle tecnologie più moderne, oggi messe a disposizione. Vogliamo fare tutto il possibile per aiutare questa paziente, ma anche per dare una risposta a chi possa trovarsi nella stessa situazione, di fronte a una malattia terribile come il tumore al pancreas. Per questo caso abbiamo già acquisito la valutazione dell’oncologo di riferimento. Per eventuali altri sarà necessario verificare, sempre attraverso il parere dello specialista, che le condizioni cliniche siano compatibili con le indicazioni previste per l’utilizzo del farmaco, in conformità con quanto oggi autorizzato dalla FDA (Food and Drug Administration), così da valutare la possibilità di presentare un’istanza di autorizzazione straordinaria tramite la struttura che ha in cura il paziente”.

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