Il valore della parola come strumento di dialogo, inclusione e crescita civile: è questo il tema chiave del libro ‘La Comunicazione creativa per lo sviluppo socio-umanitario’ del giornalista e responsabile dell’ufficio stampa della ‘Fondazione Bambino Gesù del Cairo Ets‘ Biagio Maimone, dedicato all’importanza di una comunicazione inclusiva e di un linguaggio etico. Nello specifico, il testo, presentato a Palazzo Lombardia alla presenza, tra gli altri, dell’autore e del sottosegretario alla Presidenza di Regione con delega alle Relazioni internazionali ed europee Raffaele Cattaneo, affronta questioni di attualità come l’aggressività dei linguaggi, l’odio online, il cyberbullismo e la crescente polarizzazione del dibattito politico, proponendo una nuova ‘pedagogia della parola‘ fondata sull’ascolto, sul confronto e sulla responsabilità, con particolare attenzione ai giovani e al ruolo educativo di famiglia, scuola, istituzioni e informazione.
Comunicazione inclusiva e linguaggio etico: il progetto ‘La parola è vita’
La presentazione del testo si inserisce nell’ambito del progetto nazionale ‘La Parola è vita – Tour della parola e del dialogo nelle Regioni e nelle città Italiane’, realizzato in collaborazione con Regione Lombardia, con il patrocinio della Commissione europea e con il riconoscimento dell’Unar – Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Cattaneo: recuperare approccio umano al linguaggio

“La parola – ha spiegato Cattaneo – è nata per essere un ponte di dialogo e di comprensione, di comunicazione con gli altri, ma può diventare anche un’arma, uno strumento per delegittimare, per annichilire l’altro. Tante volte oggi vediamo nella comunicazione, anche in quella politica, una sempre maggiore diffusione della parola violenta. Bisogna contrastare con decisione questo atteggiamento distruttivo, promuovendo confronto, collaborazione e inclusione”.
Competitività come capacità di collaborare
“Un altro punto chiave – ha aggiunto – è poi la necessità di recuperare il significato autentico delle parole. Oggi spesso usiamo le parole perdendo di vista il loro significato originale e e la loro capacità di veicolare senso. Per esempio, quando parliamo di competitività, dovremmo ricordare che il significato di questo termine è muoversi insieme verso la stessa direzione, collaborare per raggiungere insieme degli obiettivi comuni. Oggi invece si afferma sempre di più un’idea di competitività intesa come scontro con l’altro, per questo bisogna recuperare un approccio umano al linguaggio, capace di abbassare quel clima di violenza e di odio che sta crescendo sempre di più nella società e che certamente non porterà nulla di buono”.
Maimone: ripensare comunicazione in chiave inclusiva e puntare su linguaggio etico

“Analizzando il linguaggio aggressivo dei social – ha spiegato Maimone – ho voluto descrivere una pedagogia della parola, un modo di comunicare che punta sulla capacità di costruire. Le parole possono essere usate per fare del bene o per fare del male. Questo libro vuole proporre una via alternativa e definire quali sono i paletti per far sì che la comunicazione venga utilizzata per costruire, per creare ponti, per creare dialogo, in una società che oggi più che mai si caratterizza per un’assenza di dialogo”.
Il ruolo della scuola
“A livello pratico – ha aggiunto – la modalità di comunicazione illustrata nel libro si traduce nell’utilizzo di un linguaggio costruttivo che invita alla positività e all’inclusione. In questo contesto un ruolo chiave dovrebbe essere rivestito dalla scuola: da qui nasce la proposta di introdurre tra le materie scolastiche, sin dalla scuola primaria, l’educazione a un linguaggio inclusivo e un utilizzo responsabile delle tecnologie.