‘Buon compleanno Carnaroli‘ è una graphic novel, un libro a fumetti nato sotto l’egida della Strada del Riso dei Tre Fiumi. La famosa varietà risicola, celebrata nel 2025 per i suoi 80 anni dal riconoscimento, nell’Anno internazionale del riso nel mondo, è diventata un libro. Approvato e finanziato dalla Fondazione Banca di Lombardia.
A Palazzo Pirelli la presentazione dell’iniziativa, alla presenza degli assessori Elena Lucchini (Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità), Simona Tironi (Istruzione, Formazione e Lavoro) e Alessandro Beduschi (Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste). Target principale del progetto – che prevede anche una serie di incontri didattici – i bambini e ragazzi delle scuole primarie. In particolare le classi 4ª, a cui spiegare peculiarità e caratteristiche dei territori in cui vivono. Rinsaldando l’identità culturale e i valori di crescita e sviluppo all’insegna della sostenibilità.
Beduschi: Carnaroli frutto della ricerca e specializzazione risicoltori
“Il Carnaroli – ha evidenziato Beduschi – è la dimostrazione che la Lombardia è vocata a produrre il primo riso d’Europa. E lo fa proprio in provincia di Pavia. Non è solo una fortuna legata alle nostre condizioni pedoclimatiche. È il risultato di impegno, ricerca e professionalità dei nostri risicoltori. Spiegarlo ai ragazzi significa trasmettere il valore di una filiera. Che rappresenta un’eccellenza riconosciuta ben oltre i confini regionali”.
“Proprio perché parliamo di un alimento simbolo, tra i più colpiti dalle tensioni del mercato e dalle dinamiche delle importazioni, – ha aggiunto l’assessore regionale all’Agricoltura – ci stiamo muovendo insieme al governo per serrare le fila rafforzando i controlli. Difendere il Carnaroli significa garantire tracciabilità, rispetto delle regole e tutela dei produttori lombardi. Ma significa anche offrire ai consumatori qualità e trasparenza”.
Libro per gli 80 anni del Carnaroli, uno strumento che ‘ingaggia’
“Il libro per gli 80 anni del Carnaroli è uno strumento che ‘ingaggia’ i nostri ragazzi – ha detto l’assessore Tironi – dopo che ha ingaggiato noi adulti. Un libro che permette di arricchire un’esperienza, coinvolgendo i ragazzi con una modalità che permette di sperimentare il grande lavoro che sta dietro a un chiccho di riso. Dalla terra al piatto con le ricette della nonna, confrontandosi con abitudini passate che oggi ritornano. In un mondo veloce, dove i nostri ragazzi sono bombardati dalla digitalizzazione, riportarli con penna e colori alla creatività aiuta a tenere allenata l’intelligenza che li guiderà nella vita”.
“Il tema del riso ci aiuta a portare nelle scuole la questione innovazione – ha affermato in conclusione Tironi -. La digitalizzazione ha cambiato molto anche il lavoro in agricoltura. La tecnologia diminuisce la distanza che c’è tra mondo della scuola e mondo del lavoro. E anche il tema alimentare, infine: stiamo sviluppando nuove linee guida con incentivi e premialità perchè il momento della mensa sia un momento reale di educazione e cultura. Diversamente questo grande lavoro di promozione e racconto dei territorio finirebbe per indebolirsi. Ecco, dunque, il significato di conoscere cosa c’è dietro a un chicco di riso. Un percorso comune di diffusione della conoscenza e del sapere tra i nostri ragazzi”.
Lucchini: lavoriamo per accrescere il senso di appartenenza alla comunità
“In queste settimane – ha ricordato l’assessore Lucchini – stiamo promuovendo il territorio con diverse occasioni per far conoscere le bellezze e le varietà enogastronomiche della provincia di Pavia. Lavoriamo insieme per tramandare la cultura, il senso di appartenenza tra le generazioni. È proprio qui che i nostri giovani hanno bisogno di ritrovare il valore delle proprie radici. Dobbiamo continuare a stare vicino anche ai nostri produttori, lavorando insieme tra istituzioni, cercando di rafforzare il senso di appartenenza. È qualcosa che oggi un po’ manca e noi ci impegniamo a trasmettere”.
“Con l’assessore Simona Tironi – ha concluso – stiamo lavorando per stimolare il senso di comunità tra i ragazzi all’interno delle scuole. Stiamo lavorando, inoltre, sul tema del disagio giovanile, ma anche sull’invecchiamento attivo e lo scambio dei saperi. Sono 275 i progetti finanziati in tutta la Lombardia che stiamo portando avanti. Tanti altri ne faremo, visti i riscontri positivi che abbiamo avuto”.






