Regione Lombardia ha avviato il percorso per la costruzione della Rete regionale dei Centri per la presa in carico delle donne affette da neoplasie ginecologiche, con l’obiettivo di rafforzare qualità, appropriatezza e uniformità delle cure su tutto il territorio lombardo. Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore al Welfare, Guido Bertolaso.
Documento in linea con le raccomandazioni della Società Europea di Ginecologia Oncologica
Il documento definisce un modello di assistenza altamente specializzato nella prevenzione, diagnosi e cura, chirurgica e medica, delle neoplasie ginecologiche, individuando criteri oggettivi per l’identificazione dei Centri di riferimento, in linea con le raccomandazioni della Società Europea di Ginecologia Oncologica (ESGO) e coerenti con gli standard di eccellenza nazionali e internazionali.
Obiettivo, riduzione dei tempi di attesa e agende dedicate
La costruzione organizzativa del network lombardo prevede interventi mirati anche alla gestione dei tempi di attesa, con la programmazione strutturata delle prestazioni ambulatoriali, sia pre che post intervento, e la garanzia di agende dedicate da parte degli erogatori sanitari. L’obiettivo è assicurare maggiore appropriatezza, continuità e tempestività dei percorsi di cura, rafforzando ulteriormente l’efficacia dell’offerta assistenziale regionale.
I Centri regionali per la chirurgia del tumore dell’ovaio
Sulla base dei criteri stabiliti dal documento tecnico, sono individuate, quali Centri regionali per la chirurgia del tumore dell’ovaio, le seguenti strutture:
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Istituto Europeo di Oncologia – Milano
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Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori – Milano
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IRCCS Ospedale San Raffaele – Milano
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Ospedale F. Del Ponte – ASST Sette Laghi – Varese
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Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori – Monza
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Casa di Cura San Pio X – Milano
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Spedali Civili di Brescia – ASST Spedali Civili – Brescia
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Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo – Pavia
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Ospedale Papa Giovanni XXIII – ASST Papa Giovanni XXIII – Bergamo
Le novità dal primo aprile 2026
Dal prossimo 1 aprile, le strutture pubbliche e private accreditate a contratto non inserite nell’elenco non potranno erogare, a carico del Servizio Sanitario Nazionale, interventi di resezione del tumore dell’ovaio.
È inoltre definita la procedura per le strutture che intendessero richiedere l’inserimento nell’elenco dei Centri regionali, con mandato alla Direzione Generale Welfare di valutarne l’accoglimento in relazione all’evoluzione epidemiologica e alla coerenza con la programmazione sanitaria regionale.
La DG Welfare provvederà inoltre a verificare annualmente, in raccordo con le ATS di riferimento, il mantenimento dei requisiti quali-quantitativi da parte dei Centri individuati, con possibilità di integrazione o modifica dell’elenco.
Il documento tecnico ‘Linee di indirizzo organizzativo-assistenziali per la presa in carico delle donne con neoplasie ginecologiche’, contenuto nell’atto approvato dalla Giunta regionale, è stato predisposto dalla Rete Oncologica Lombarda e dalla Commissione Tecnica ‘Salute della Donna’ della Rete regionale Ostetrico-ginecologica e Neonatale.
Assessore Bertolaso: individuati i Centri per la chirurgia del tumore dell’ovaio
“Con questa deliberazione – ha detto l’assessore Bertolaso – compiamo un passo fondamentale verso una presa in carico sempre più qualificata e strutturata delle donne affette da neoplasie ginecologiche. Vogliamo garantire cure di altissima qualità, in centri con comprovata esperienza e volumi adeguati, secondo standard europei di eccellenza. La concentrazione della chirurgia del tumore dell’ovaio in strutture selezionate significa maggiore sicurezza, migliori esiti clinici e percorsi più appropriati. Allo stesso tempo lavoriamo sulla riduzione dei tempi di attesa e sull’organizzazione di agende dedicate, perché la tempestività è parte integrante della qualità della cura. Regione Lombardia conferma così il proprio impegno per una sanità pubblica moderna, efficiente e centrata sui bisogni delle pazienti”.







