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Da Regione 240.000 euro per tutela e valorizzazione dei mulini storici

Caruso: patrimonio diffuso che racconta storia e identità comunità lombarde

Regione Lombardia mette in campo 240.000 euro per valorizzare e promuovere i mulini storici presenti sul territorio. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso, ha approvato il programma che affida all’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste (Ersaf) il supporto tecnico e organizzativo delle iniziative dedicate ai mulini storici lombardi per il prossimo triennio.

I mulini storici come testimonianza della storia economica lombarda

L’obiettivo è sostenere le attività di censimento, promozione e salvaguardia di un patrimonio che in passato ha rappresentato uno dei motori economici delle comunità lombarde e che oggi costituisce una significativa testimonianza della storia del territorio. Lo stanziamento ammonta a 80.000 euro all’anno fino al 2028.

“I mulini storici – spiega l’assessore Caruso – hanno fatto parte della vita quotidiana della Lombardia per secoli. Nella nostra regione se ne contano circa 700, in fase di mappatura, costruiti dal Medioevo fino al Novecento. Molti sono ancora poco conosciuti, ma continuano a raccontare una parte importante della nostra storia. Con questo investimento vogliamo contribuire a riportarli all’attenzione dei cittadini e delle comunità locali”.

Caruso: risorsa preziosa che dobbiamo tutelare

“Questi luoghi – aggiunge Caruso – sono presìdi di conoscenza, veri e propri beni culturali e una risorsa preziosa che dobbiamo continuare a tutelare. L’assessorato alla Cultura li sostiene da tempo con iniziative concrete. Tra queste ‘Lo Pan Ner – I pani delle Alpi‘, la festa transfrontaliera attiva dal 2016 e diventata una delle più significative esperienze di cooperazione culturale alpina, riconosciuta a livello europeo come buona pratica per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale”.

Molti mulini storici della Lombardia si concentrano lungo fiumi e canali, soprattutto nel Milanese e nelle province di Lecco e Monza  Brianza. Le attività interesseranno l’intero territorio regionale e coinvolgeranno proprietari e gestori dei manufatti individuati dalla normativa.

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