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Olimpiadi 2026, Fontana: Regione Lombardia motore di questi Giochi

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana interviene in apertura del Consiglio regionale per tracciare un primo bilancio delle Olimpiadi Milano Cortina 2026

I valori olimpici siano ispirazione in questo preoccupante clima di guerra

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, è intervenuto in Consiglio regionale a Palazzo Pirelli per presentare un primo bilancio delle Olimpiadi Milano Cortina 2026. Di seguito il testo del suo intervento:

“Signor Presidente del Consiglio, Signori Consiglieri, Membri di Giunta,
permettetemi innanzitutto un pensiero pieno di preoccupazione per i giorni che stiamo vivendo. Abbiamo vissuto tre settimane in cui i valori olimpici di amicizia hanno riempito le giornate, i commenti, le aspirazioni. Avremmo voluto che il clima in cui diverse lingue, nazioni, persone si sono mischiate in modo pacifico ed allegro sostituisse il clima di guerra che purtroppo respiriamo oggi. Il risveglio è amaro e ci fa preoccupare ogni giorno di più. Ci auguriamo che si trovino soluzioni diplomatiche alle crisi in atto e che a tutte le genti del mondo siano riconosciuti i diritti individuali e sociali di libertà.

Regione Lombardia attiva nel supporto ai connazionali all’esteroIl presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana interviene in apertura del Consiglio regionale per tracciare un primo bilancio delle Olimpiadi Milano Cortina 2026.

Già ho chiesto agli Uffici regionali preposti, per il tramite del sottosegretario con delega alle Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, di attivarsi affinché Regione Lombardia offra tutto il supporto che le compete ai nostri connazionali e corregionali bloccati all’estero, a causa della chiusura degli spazi aerei mediorientali e che siano date a tutti le informazioni utili che la situazione richiede.

Venendo all’oggetto dell’informativa, al termine della quale verrà distribuita una relazione illustrativa delle numerose iniziative realizzate, il 22 febbraio scorso, con la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona, si è conclusa un’edizione storica dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Un’edizione che resterà impressa nella memoria della Lombardia e dell’Italia intera: per i record sportivi, per il successo organizzativo riconosciuto a livello internazionale, ma soprattutto per l’orgoglio che ha saputo generare. Ora attendiamo le Paralimpiadi invernali, che sono ancora più importanti da un certo punto di vista, ma già oggi possiamo tracciare un primo bilancio. E possiamo farlo con la consapevolezza di aver scritto una pagina importante della nostra storia.

Presidente Fontana: ringrazio tutti quelli che hanno reso possibile la realizzazione delle gare

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana interviene in apertura del Consiglio regionale per tracciare un primo bilancio delle Olimpiadi Milano Cortina 2026

Il mio primo pensiero è un grazie. Grazie alla macchina organizzativa lombarda, che ha funzionato con efficienza e professionalità in ogni dettaglio: dalla preparazione delle gare, alla gestione delle strutture ricettive, dalla mobilità e ai servizi sanitari e di protezione civile.
Grazie ai volontari, che con passione e spirito di servizio hanno incarnato il volto più bello della Lombardia.
Grazie ai cittadini, che hanno sostenuto questo grande evento con il loro consueto senso di responsabilità e collaborazione silenziosa.
E grazie alla Giunta regionale – a partire dall’assessore Sertori – al personale di Regione Lombardia, agli Enti del sistema regionale e al sistema sanitario lombardo: avete creduto in un sogno anche quando qualcuno ci diceva che non ce l’avremmo fatta.

300 milioni di euro di garanzie economiche da parte di Regione Lombardia

Il cuore pulsante di questi Giochi è stata la Lombardia. Lo è stata nella candidatura del 2018, lo è stata nelle garanzie economiche – circa 300 milioni di euro – che hanno reso possibile l’evento. Per la prima volta nella storia olimpica, le coperture non sono arrivate dallo Stato ma da Regione Lombardia e Regione Veneto. Un fatto senza precedenti.

Dopo la rinuncia di Torino e il venir meno del sostegno del Governo dell’epoca, senza l’impegno della Lombardia e senza la collaborazione del Veneto con Cortina, queste Olimpiadi non si sarebbero mai realizzate. Il contributo del Trentino-Alto Adige ha poi completato il quadro. È stata la dimostrazione che le Regioni, quando lavorano insieme, sanno essere decisive.

Dal Comitato Olimpico Internazionale un riconoscimento importante che parla al mondo

Questa è stata la prima vera edizione di Olimpiadi diffuse.
Un modello innovativo, costruito insieme al Comitato Olimpico Internazionale, che ha riconosciuto il valore di un sistema territoriale interconnesso, dove grandi città e territori montani collaborano e si rafforzano reciprocamente. Milano è forte perché sono forti i territori che la circondano. In particolar modo, la montagna vuole essere occasione di realizzazione di sogni di vita, di qualità della vita e di tradizione. In altre parole, stiamo parlando di una vera concretizzazione del modello di regione smartland come l’abbiamo concepita dall’avvio del mio percorso amministrativo. Una Regione che può quindi continuare ad essere modello di qualità ed opportunità per tutti.
Non dimenticherò le parole della presidente del CIO, Kirsty Coventry, alla chiusura: “Avete consegnato un nuovo tipo di Giochi Invernali e fissato un nuovo altissimo standard per il futuro. Potete esserne orgogliosi”. È un riconoscimento che parla al mondo, ma soprattutto parla a noi.

Impianti consegnati in tempo con un investimento di 5,5 miliardi di euro

Dal 2019 al 2026 abbiamo affrontato difficoltà enormi: la pandemia, i ritardi istituzionali, la crisi delle materie prime, l’aumento dei costi energetici dovuto al conflitto in Russia-Ucraina. Eppure, tutte le opere necessarie allo svolgimento dei Giochi sono state consegnate nei tempi previsti, alcune persino in anticipo.

In Lombardia abbiamo avuto 7 delle 13 venues di gara, ospitando 8 delle 16 discipline olimpiche. Complessivamente abbiamo messo a terra un investimento di 5,5 miliardi di euro, di cui 418 milioni stanziati da Regione Lombardia attraverso il Piano Lombardia: 78 opere tra infrastrutture sportive, ferroviarie e viarie. Un piano sostenibile. Un piano responsabile. Un piano che lascia un’eredità, vero elemento caratterizzante fin dal dossier di candidatura.

Impianti sportivi, linee ferroviarie e infrastrutture migliorate grazie alle Olimpiadi 2026

In Lombardia ci sono oggi impianti sportivi migliorati, linee ferroviarie riqualificate, infrastrutture viarie potenziate, nuovi treni in servizio. Un investimento per tutti i cittadini lombardi e opere che, laddove non siano strettamente connesse alle gare, saranno ultimate nei prossimi mesi.

Secondo un’analisi di Standard & Poor’s, l’impianto finanziario dei Giochi è pienamente sostenibile per i conti pubblici. L’investimento complessivo rappresenta circa lo 0,3% del PIL italiano 2025: un impegno significativo ma gestibile, che genera valore. E il valore si è visto.

Gli atleti lombardi protagonisti delle gare con il 40% delle medaglie assegnate

In Lombardia hanno gareggiato 1.655 atleti. Sono state assegnate 441 medaglie in 64 eventi. L’Italia ha conquistato il record storico di 30 medaglie, il 40% delle quali firmate da atlete e atleti lombardi. Sono stati venduti 1,3 milioni di biglietti, l’88% della disponibilità. Il 63% degli spettatori proveniva dall’estero. Le reti Rai hanno registrato ascolti record: 9 milioni per la cerimonia d’apertura, 6 milioni per quella conclusiva. È stata l’edizione più seguita di sempre.

È stata l’edizione dei giovani: oltre 130.000 candidature, per lo più under 30, per 18.000 posti da volontario, provenienti da più di 170 Paesi.

La mobilità, che tanto preoccupava, ha funzionato: 1,3 milioni di viaggiatori in più sulle linee ferroviarie durante le settimane olimpiche. Solo sulla tratta Milano-Valtellina, 483.000 passeggeri, il 64% in più rispetto alla media. Oltre 17.000 ore di presìdi per sicurezza e assistenza.

Per quanto riguarda le strutture sanitarie, la modalità di intervento è stata costruita su un principio chiaro: non realizzare un sistema sanitario ‘parallelo’, ma operare all’interno del SSR, rafforzandolo, governandolo con strumenti e procedure dedicate e lasciando legacy strutturali e tecnologiche permanenti.

L’eredità del territorio: il Villaggio Olimpico, la Casa del ghiaccio e nuovi percorsi formativi

La seduta del Consiglio regionale

E poi l’eredità. Il Villaggio Olimpico diventerà uno studentato da 1.700 posti letto. Le nuove infrastrutture ferroviarie e viarie resteranno al servizio dei cittadini. Le arene continueranno a ospitare eventi sportivi e culturali. Milano avrà una Casa del ghiaccio per giovani e famiglie. Le ricadute economiche stimate parlano di 5,3 miliardi di ricavi, 600 milioni di gettito fiscale aggiuntivo, 36.000 lavoratori coinvolti, 18.000 volontari. Per Milano si stima un impatto sul PIL fino al +1,7%.

All’eredità materiale si affianca, inoltre, quella immateriale data a titolo di esempio da tutte quelle iniziative volte a incentivare la pratica dello sport, alla creazione di percorsi di formazione legati al turismo, allo sport e agli eventi, oltreché alla definizione di norme per la sicurezza nei cantieri.

Oltre ai numeri, resta qualcosa di più profondo: la consapevolezza di aver dimostrato che il nostro modello funziona. Che un territorio forte, competente e coeso può superare scetticismi, ostacoli e polemiche ideologiche.

Il modello lombardo ha funzionato grazie alla collaborazione tra cittadini, enti e imprese

A chi temeva Olimpiadi senza neve, il CIO ha detto al suo arrivo: “Finalmente abbiamo la neve”.

A chi dubitava della mobilità, abbiamo risposto con l’efficienza. A chi parlava di sprechi, rispondiamo con infrastrutture che resteranno e che da anni erano richieste dal territorio.

Il modello lombardo è un ecosistema fatto di istituzioni, imprese, università, volontari, cittadini che ha dimostrato sul campo il proprio valore.

Abbiamo organizzato queste Olimpiadi anche quando non tutto il Paese ci sosteneva. È stata una scommessa. Una scommessa vinta.

Soluzioni condivise e sostegno della politica sono stati fondamentali per raggiungere risultati eccellentiIl presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana interviene in apertura del Consiglio regionale per tracciare un primo bilancio delle Olimpiadi Milano Cortina 2026

Vorrei quindi ringraziare i governi Draghi e Meloni per la collaborazione dimostrata, i ministri Giorgetti, Salvini ed Abodi per l’assunzione di responsabilità e l’individuazione di soluzioni condivise. La governance di SIMICO per avere agito con chiarezza e capacità di condivisione con le comunità locali. Il sottosegretario Morelli che è sempre stato accanto a Simico.

Gli atleti li ringrazieremo presto: il prossimo 31 marzo presso gli spazi di Regione, con il Consiglio regionale, festeggeremo, infatti, le loro imprese, la loro volontà di far crescere il sistema sportivo nazionale e celebreremo l’orgoglio con cui ci hanno rappresentato.

Ovviamente un ringraziamento alla Fondazione Milano Cortina che, in questi anni, ci ha supportato nell’individuare soluzioni e percorsi, dando concretezza alla nostra determinazione con il solo obiettivo di realizzare Olimpiadi efficaci, efficienti, sostenibili.

Pronti a candidare la Regione Lombardia per le Olimpiadi estive del 2040

Milano è la porta dell’Italia sul mondo. Ma la sua forza nasce dall’energia di tutta la Lombardia. L’evento olimpico ha consacrato questa vocazione internazionale. E oggi possiamo dirlo con convinzione: siamo pronti per nuove sfide. Siamo pronti a dare la nostra disponibilità anche per le Olimpiadi estive del 2040. Perché, quando la Lombardia crede in un sogno, quel sogno diventa realtà”.

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