La vendemmia 2026 è stata anticipata in Oltrepò Pavese a causa delle temperature elevate e delle grandinate. Una situazione su cui riflette l’assessore di Regione Lombardia ad Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi.
Beduschi: vendemmia anticipata dalle alte temperature
“Una vendemmia anticipata – spiega l’assessore Beduschi – in quanto la stagione ha registrato un aumento consistente della temperatura che ha portato a una maturazione dell’uva in stato avanzato. Ciò comporta la necessità di iniziare prima la raccolta. Dal punto di vista pratico la vendemmia anticipata è quindi un’esigenza che si lega al fenomeno, sempre più frequente, del termometro a livelli elevati che comporta il pericolo dell’evaporazione dell’acqua e la necessità di cogliere l’uva e vendemmiarla quando è al giusto punto di maturazione”.
La giusta maturazione
A incidere sull’anticipo è sicuramente il costante alto livello delle temperature in Lombardia.
“La vendemmia al punto giusto di maturazione dell’uva – afferma l’assessore – è importante, in particolare per i vini bianchi, il grado alcolico migliore. Altra criticità deriva dalle fitopatie che, quando il caldo umido inizia a essere eccessivo, vanno a interessare spesso l’uva condizionandone anche la resa. E proprio per mantenere adeguati sia la resa che il tasso alcolico si anticipa la vendemmia in modo da ottenere il miglior risultato qualitativo”.
Si spera nel mantenimento della qualità
Riguardo alla situazione specifica dell’Oltrepò l’assessore auspica che “sia mantenuta la qualità che sempre in Oltrepò è altissima – dice Beduschi – anche nel 2026, pur in presenza di una stagione discreta, anche se molto tendente al siccitoso, ci porti ad avere una buona resa”.
Le grandinate per Franciacorta e Garda
E, oltre al caldo, l’altro fattore che sta facendo anticipare la vendemmia in Lombardia sono le grandinate.
“Le grandinate – afferma l’assessore – abbasseranno di sicuro la resa nella parte bresciana, abbiamo avuto in Franciacorta e nella zona del Garda eventi ripetuti di grandine che hanno compromesso gran parte del raccolto. Si parla di zona con un 30 o 40 per cento di uve disperse. Speriamo che, alla fine, i conti siano migliori”.