Regione Lombardia finanzia cinque progetti di ricerca dedicati alla tutela dell’agrobiodiversità, per un contributo complessivo di 714.475 euro nell’ambito dell’intervento SRA16 del Complemento per lo Sviluppo Rurale della Pac (Politica agricola comune) 2023-2027. Il provvedimento, pubblicato lunedì 3 agosto 2026 sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia, sostiene iniziative promosse dall’Università degli Studi di Milano e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche finalizzate alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio genetico agricolo regionale.
Agrobiodiversità in Lombardia, progetto ALPICIOK
I progetti finanziati affrontano ambiti strategici per la tutela del patrimonio agricolo lombardo. Tra questi spicca ALPICIOK, dedicato al recupero e alla valorizzazione dell’Articiok di Malegno, antica varietà di carciofo coltivata in Valle Camonica e oggi a rischio di estinzione. La ricerca ne analizzerà il patrimonio genetico, le proprietà nutrizionali e bioattive e le potenzialità di utilizzo alimentare, con l’obiettivo di sviluppare nuovi prodotti funzionali e garantirne la conservazione sia nelle aziende agricole del territorio sia presso l’Orto Botanico di Brera, che fungerà da banca del germoplasma.
COVALOCA per la Lomellina
Il progetto COVALOCA è invece dedicato all’Oca di Lomellina, popolazione autoctona oggi presente con numeri molto limitati. Attraverso il censimento degli allevamenti, l’analisi genetica della popolazione, la valutazione delle caratteristiche produttive e qualitative e la definizione di linee guida per la gestione dei riproduttori, il progetto a firma UniMi punta a garantire la conservazione della razza e a rafforzarne la valorizzazione anche dal punto di vista gastronomico e produttivo.
Castagno lombardo in COMBICAST
Con COMBICAST invece l’Università degli Studi di Milano si concentrerà sulla conservazione della biodiversità del castagno lombardo, specie di grande valore economico e ambientale oggi minacciata da numerose malattie fungine. Il progetto prevede la caratterizzazione genetica di piante secolari, il monitoraggio delle principali fitopatie, lo studio della qualità delle produzioni e un’intensa attività di formazione rivolta a tecnici, aziende agricole e giovani ricercatori, coinvolgendo direttamente i territori della castanicoltura lombarda.
Microrganismi di carattere alimentare cuore di COCAMILO
Il progetto COCAMILO, coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, punta invece a conservare e caratterizzare i microrganismi di interesse agroalimentare presenti in Lombardia, legati a produzioni come lattiero-caseario, vite, melo e mais. Attraverso tecniche avanzate di sequenziamento genomico sarà realizzata una collezione di ceppi batterici e fitoplasmi destinata a diventare una risorsa per università, centri di ricerca e imprese, favorendo lo sviluppo di nuovi starter autoctoni, strumenti per la riduzione dell’impiego di fitofarmaci e soluzioni innovative per un’agricoltura sempre più sostenibile.
POLA sul tacchino brianzolo
Infine, il progetto POLA sarà dedicato alla salvaguardia delle razze lombarde di tacchino Brianzolo e Nero d’Italia. La ricerca integrerà analisi genomiche, studi sul benessere animale e valutazioni delle caratteristiche produttive per creare nuclei riproduttivi geneticamente diversificati e sostenere la nascita di una filiera regionale ad alto valore aggiunto, con l’obiettivo di valorizzare queste razze autoctone anche attraverso futuri percorsi di riconoscimento di qualità e nuove opportunità economiche per gli allevatori lombardi.
Beduschi: tutela agrobiodiversità valore per Lombardia
“La biodiversità agricola – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Alessandro Beduschi – è una ricchezza costruita nei secoli dal lavoro degli agricoltori e rappresenta una risorsa strategica per il futuro del nostro sistema agroalimentare. Con questi finanziamenti investiamo nella ricerca scientifica per conservare varietà vegetali, razze animali e risorse biologiche che fanno parte dell’identità della Lombardia, ma che possono anche offrire nuove opportunità per affrontare le sfide del cambiamento climatico, delle fitopatie e della competitività delle imprese agricole”.
Attenzione a tradizione con ricerca e innovazione
“Tutelare l’agrobiodiversità – conclude Beduschi – significa conservare il patrimonio genetico valorizzandolo attraverso la ricerca e l’innovazione. Vogliamo mettere a disposizione dell’agricoltura lombarda strumenti sempre più efficaci per continuare a produrre qualità, sostenibilità e sviluppo”.