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Coronavirus, Cassa integrazione. Regione: no a fake news, 48.209 decreti

coronavirus cassa integrazione, i numeri della Lombardia

Lombardia pronta a difendersi contro diffusione di dati falsi

Con una Nota, Regione Lombardia dice basta alla diffusione di notizie false in relazione alle procedure per la cassa integrazione legata all’emergenza coronavirus. “Ormai da settimane assistiamo a un quotidiano scaricabarile da parte dell’Inps sulle Regioni, per giustificare i mancati pagamenti della cassa integrazione che il Governo aveva assicurato sarebbero avvenuti entro fine aprile – si legge nel documento -. L’ultima evidenza della confusione che regna all’Inps e che genera la diffusione di vere e proprie ‘fake news’ è mostrata dal report giornaliero appena pubblicato
www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=53641“.

I numeri diffusi dal portale INPS non coincidono con quelli reali

“Non si capisce come mai – prosegue la Nota – solo in corrispondenza della Regione Lombardia ci siano due righe con numeri di pratica diversi: in una, risultano decretate da Regione appena 37 domande di cui autorizzate 33; nell’altra, 19.807 di cui autorizzate 6.484. Mentre i decreti trasmessi dagli uffici regionali sono 48.209 come risulta dal sito di Regione Lombardia dove sono pubblicati i dati assieme aglistessi decreti (https://bit.ly/3c4Mt41)”.

Si tratta di un’alterazione dei dati sulla cassa integrazione per coronavirus

“Stranamente è cambiata anche la struttura dell’intero report dell’Inps: la tabella relativa alle domande gestite dalle Regioni – spiega ancora la Nota – al 27 aprile aveva tre colonne in più in cui veniva pubblicato anche il numero delle prestazioni già pagate dalla stessa Inps e dei lavoratori beneficiari. Insomma, non siamo solo di fronte a uno sconcertante disallineamento tra banche dati. Siamo di fronte a una vera e propria alterazione di dati. Regione Lombardia – conclude la Nota – ha costituito anche un Fondo Regionale per favorire l’anticipazione delle indennità a tutti i lavoratori in cassa integrazione, inclusi quelli gestiti interamente dall’Inps. Lo fa già dal 2014, dando ampia prova della propria serietà. Se l’Inps continuerà a diffondere notizie infondate e faziose, la Lombardia si difenderà nelle sedi opportune”.

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