‘Fase 2’, 18.6 milioni per ‘riapertura in sicurezza’ del commercio e Pmi

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Con misura ‘Io Riapro Sicuro’ risorse anche per bar e ristoranti
Fontana: nostro obiettivo è coniugare ‘ripartenza’ a sicurezza

Si chiama ‘Safe-Working – Io Riapro Sicuro’ il nuovo pacchetto di aiuti per le micro e piccole imprese lombarde per la fase2, che ammonta a 18.680.000 euro, di cui 15.200.000 di Regione Lombardia e 3.480.000 delle Camere di Commercio Lombarde.
Il provvedimento è stato approvato martedì 5 maggio dalla Giunta di Regione Lombardia su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico, Alessandro Mattinzoli, con il concerto degli assessori Martina Cambiaghi (Sport e Giovani) e Melania Rizzoli (Istruzione, Formazione e Lavoro).

Adeguata sicurezza

“L’intervento – spiega il presidente Attilio Fontana – è finalizzato a sostenere gli esercizi commerciali e le micro e piccole imprese lombarde che sono state oggetto di chiusura obbligatoria in conseguenza all’emergenza epidemiologica Covid-19. Per aiutarle a riaprire adottando le misure adeguate durante la ‘Fase 2’. E ottenere giusti livelli di sicurezza. Sia per l’impresa stessa con i suoi dipendenti, sia per i clienti, sia, infine, per i fornitori”.

I beneficiari

Il provvedimento riguarda i settori del commercio al dettaglio, dei pubblici esercizi (bar e ristoranti), dell’artigianato, del manifatturiero, dell’edilizia, dei servizi e dell’istruzione.
Sono escluse le aziende che hanno proseguito l’attività e quelle che hanno deciso di introdurre il lavoro agile per tutti i dipendenti.

Entità dell’agevolazione

L’aiuto consiste nella concessione di un contributo a fondo perduto fino al 60% delle spese ammesse per le piccole imprese e fino al 70% delle spese per le micro imprese.
Il contributo è concesso nel limite massimo di 25.000 euro.
L’investimento minimo richiesto è pari a 2.000 euro.

Spese ammissibili

Sono ammesse al contributo le spese per gli interventi che riguardano la messa in sicurezza sanitaria come per esempio: macchinari e attrezzature per la sanificazione e disinfezione degli ambienti aziendali; apparecchi di purificazione dell’aria, anche portatili; interventi strutturali per il distanziamento sociale all’interno dei locali; strutture temporanee e arredi finalizzati al distanziamento sociale all’interno e all’esterno dei locali d’esercizio (parafiato, separé, dehors); termoscanner; strumenti e attrezzature di igienizzazione per i clienti; dispositivi di protezione individuale come mascherine, guanti, occhiali; spese di formazione sulla sicurezza sanitaria.

Unioncamere e bando

Unioncamere sarà soggetto gestore e attuatore della misura.
A seguito di questa delibera, nei prossimi giorni, sarà emanato un bando.

Mattinzoli: sostenere il tessuto produttivo

“Per le micro, piccole e medie imprese – ha spiegato l’assessore Alessandro Mattinzoli – è un momento drammatico. Per questo è doveroso sostenere tutto il tessuto produttivo, perché questa emergenza sanitaria sta diventando anche e sempre più economica”. “C’è, quindi, tutto il nostro impegno – ha continuato -per aiutare le aziende, gli esercizi, le botteghe a essere nelle condizioni di riaprire rispettando le necessarie misure di prevenzione sanitaria. Tutto questo è frutto di una fattiva collaborazione anche con il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio“.

Cambiaghi: aiuto concreto

“Un aiuto concreto – ha aggiunto l’assessore Martina Cambiaghi – che Regione Lombardia mette sul tavolo anche a chi opera nello sport per consentire di attivare tutti i protocolli sanitari per la ripartenza. La misura garantirà non solo alle grandi attività, ma anche a quelle piccole e microimprese che operano in questo settore di poter partecipare”. “Le imprese del settore sportivo – ha aggiunto Cambiaghi – in Lombardia rappresentano un importante comparto economico. Che negli ultimi 5 anni è cresciuto, solo nella nostra regione, del 33%. Quando si parla di sport lombardo, ci riferiamo a un business che genera oltre 1 miliardo di euro all’anno nei soli confini regionali con 4.000 (1.000 solo a Milano) imprese, prima regione d’Italia con un quinto del totale. Con oltre 10.000 addetti”.

Rizzoli: guardare a sicurezza sul posto di lavoro

“Una misura – ha specificato l’assessore Melania Rizzoli – che dà un sostegno vero alle imprese: queste vanno aiutate per uscire dal lockdown in totale sicurezza per i dipendenti, i clienti, i fornitori”. “Per evitare che aumenti il tasso di disoccupazione, per aiutare il reddito delle famiglie, quindi i consumi, ogni atto è vitale – ha concluso Rizzoli – e Regione Lombardia, da sempre, attua politiche a favore della crescita. Oggi più di ieri”.

rft

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