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Lombardia, si consolida la rete dei Centri per la famiglia

Lombardia centri famiglia

Assessore Lucchini: Al centro il sostegno alla genitorialità, agli adolescenti, alla natalità e ai caregiver

Rafforzare la rete dei Centri per la famiglia in Lombardia, consolidarne le attività e renderli sempre più punti di riferimento per le famiglie e le persone in tutte le fasi della vita. È questo l’obiettivo della delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, che programma le risorse del Fondo nazionale per le politiche della famiglia 2026.

Il provvedimento mette a disposizione 7,9 milioni di euro, di cui 4,95 milioni provenienti dal Fondo nazionale per le politiche della famiglia 2026 e 2,95 milioni di risorse regionali, compresi 300.000 euro destinati al caregiver familiare.

Le risorse sono finalizzate a sostenere i Centri per la famiglia già attivi – 99 gli Hub e 370 le sedi Spoke territorialmente diffuse – per favorirne il consolidamento e la stabilizzazione e promuovere nuovi progetti, con l’obiettivo di garantire una presenza sempre più omogenea dei servizi sul territorio lombardo.

L'assessore regionale Elena Lucchini

“Con questa delibera – ha dichiarato l’assessore Lucchini – confermiamo il nostro impegno concreto a favore delle famiglie lombarde, investendo su una rete di servizi di prossimità capace di ascoltare, accompagnare e rispondere ai bisogni delle persone. I Centri per la famiglia  rappresentano un presidio fondamentale per prevenire le fragilità, sostenere la genitorialità e rafforzare le relazioni familiari e comunitarie. Vogliamo che siano luoghi sempre più accessibili, in grado di offrire orientamento e risposte concrete nelle diverse fasi della vita, valorizzando anche il ruolo dei caregiver.

Adolescenti, natalità e sostegno alle famiglie

La programmazione regionale individua alcune priorità di intervento: il sostegno alla natalità e alla maternità, con particolare attenzione alle situazioni di disagio e ai primi mille giorni di vita; l’accompagnamento delle famiglie nelle diverse fasi del ciclo di vita; la promozione del benessere psicofisico degli adolescenti, con attenzione alla sana alimentazione e all’equilibrio emotivo.

Particolare rilievo viene attribuito anche all’ascolto e all’orientamento degli adolescenti e dei loro genitori, alla prevenzione rispetto all’assunzione di sostanze psicotrope, alla sensibilizzazione sui temi dell’affido e dell’adozione e all’alfabetizzazione mediatica e digitale dei minori, con specifica attenzione all’utilizzo del parental control.

La delibera prevede inoltre che sia garantita un’azione dedicata al sostegno dei caregiver familiari e rafforza il ruolo dei Centri nell’informazione e nell’orientamento verso le opportunità e i servizi educativi, sociali, sanitari ed economici disponibili sul territorio.

Risorse per i territori e valorizzazione della rete

La dotazione finanziaria sarà ripartita tra le otto Agenzie di tutela della salute (ATS) lombarde, tenendo conto dei Centri per la famiglia attivi, delle esigenze degli Ambiti territoriali nei quali non è ancora presente un Centro e delle azioni di sistema, tra cui il monitoraggio e la verifica dell’operatività dei servizi.

Per ciascuna progettualità, nuova o già attiva, è previsto un contributo massimo di 73.000 euro per 12 mesi, con un finanziamento regionale non superiore all’80% del costo totale del progetto e un cofinanziamento minimo del 20% a carico del capofila e dei partner effettivi.

“Investire sui Centri per la famiglia –  ha aggiunto Lucchini – significa rafforzare la capacità dei territori di intercettare precocemente i bisogni, costruire risposte integrate e accompagnare le famiglie senza lasciarle sole nei momenti di maggiore difficoltà. La collaborazione tra Regione, ATS e Ambiti territoriali è essenziale per valorizzare le esperienze già attive e sviluppare interventi coerenti con le necessità delle comunità. Con questo intervento Regione Lombardia punta a consolidare un modello di welfare di prossimità che mette al centro le persone, sostiene le relazioni familiari e promuove una maggiore integrazione tra servizi e comunità locali“.

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