Lombardia Notizie / Cultura

All’ospedale di Gallarate i fiori diventano strumento di benessere

All'ospedale di Gallarate i fiori sono stati utilizzati in laboratori rivolti ai pazienti per offrire momenti di serenità durante le cura

Caruso: bellezza e creatività possono accompagnare i percorsi di cura

Fiori recuperati da eventi e matrimoni che diventano occasione di incontro, creatività e benessere per i pazienti dell’ospedale di Gallarate (Varese). L’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso, ha partecipato all’iniziativa ‘Milano Blooms – Più di un fiore’ che si è svolta al presidio ospedaliero dell’Asst Valle Olona. Il progetto, nato dall’impegno di un gruppo di circa 30 amiche, recupera fiori destinati allo scarto e li utilizza per realizzare attività e laboratori all’interno di ospedali, Rsa e strutture dedicate alle persone più fragili.

All’ospedale di Gallarate i fiori sono stati utilizzati in laboratori rivolti ai pazienti, nei quali colori, profumi e composizioni diventano strumenti per stimolare i sensi, favorire la socialità e offrire momenti di serenità durante il percorso di cura.

Caruso: cultura e bellezza anche nei luoghi della fragilità

L’assessore alla Cultura di Regione Lombardia, Francesca Caruso, partecipa al presidio ospedaliero di Gallarate dell’ASST Valle Olona all’iniziativa ‘Milano Blooms – Più di un fiore’“FUTURA – ha sottolineato l’assessore Caruso – ci ha ricordato quanto la cultura debba essere considerata una componente essenziale della qualità della vita e non qualcosa di separato dal benessere delle persone. Esperienze come questa portano la bellezza là dove spesso non siamo abituati a cercarla: negli ospedali, nelle Rsa e nei luoghi della fragilità. Arte e creatività non sostituiscono le cure, ma possono affiancarle e contribuire a creare condizioni di maggiore benessere, relazione e fiducia”.

“In particolare – ha concluso Caruso – pensiamo alle persone anziane con disturbi cognitivi e demenze, ai pazienti oncologici o a chi affronta un percorso post-operatorio o traumatologico in attesa della riabilitazione. In questi momenti una persona non può essere considerata soltanto attraverso la sua patologia. Ha bisogno anche di stimoli, relazioni, emozioni e occasioni per esprimere la propria creatività. Portare un laboratorio artistico in un reparto significa ricordare che anche durante un percorso di cura c’è spazio per la bellezza e per la vita”.

Condividi l'articolo:

Iscriviti ai nostri canali

Sei un giornalista?

Richiedi l’iscrizione al nostro canale Telegram privato per ricevere tutte le notizie in anteprima