Portare i servizi sanitari e sociali più vicino ai cittadini e intercettare tempestivamente situazioni di fragilità e isolamento. È questo l’obiettivo della prima Microarea realizzata in Lombardia, inaugurata giovedì 10 settembre 2026 a Cologno Monzese grazie alla collaborazione tra Asst Nord Milano, Comune e l’associazione del Terzo Settore Salute senza Frontiere. Il nuovo presidio nasce nel cuore di un quartiere e mette a disposizione dei residenti un’équipe composta da un infermiere di famiglia e di comunità, un assistente sociale e volontari, con attività di orientamento, prevenzione, supporto sociale e iniziative per favorire la socialità e rafforzare i legami della comunità.
Cos’è la Microarea e a chi è rivolta

La Microarea rappresenta un modello innovativo di sanità di prossimità.
A differenza dei presìdi territoriali tradizionali, la Microarea agisce infatti su una porzione di territorio ben definita e circoscritta (coinvolgendo un bacino di circa 1.000 – 3.000 abitanti), garantendo una presenza capillare proprio nei complessi residenziali dove maggiore è il rischio di solitudine o fragilità socio-sanitaria inespressa.
Un’équipe multidisciplinare al servizio del quartiere
Operativa presso un appartamento dedicato nel quartiere – opportunamente adeguato sul piano strutturale, della sicurezza e delle prescrizioni igienico-sanitarie – la sede di Microarea vede impegnata un’équipe composta da: un infermiere di famiglia e di comunità a tempo pieno (Asst Nord Milano); un assistente sociale referente del Comune di Cologno Monzese; un gruppo strutturato di volontari dell’Associazione Salute senza Frontiere.
Sanità di prossimità e microarea: i tre pilastri
- Salute e sanità: accesso facilitato con orientamento ai servizi territoriali e ospedalieri; interventi e incontri di prevenzione dei rischi per la salute.
- Supporto sociale: orientamento e accompagnamento nell’accesso ai servizi sociali; assistenza alle persone fragili nelle attività quotidiane; sostegno alle famiglie con bambini in difficoltà.
- Comunità: spazi di socialità (caffè condiviso, pranzi comunitari); incontri su temi di interesse comune; percorsi guidati sul territorio (visite a parchi e luoghi di interesse culturale).
Un presìdio attivo vicino ai bisogni del paziente
“La nascita della Microarea a Cologno Monzese – ha dichiarato Tommaso Russo, Direttore generale Asst Nord Milano – concretizza e rafforza la nostra visione di sanità territoriale: non più un sistema che attende passivamente il paziente, ma un presidio attivo che va incontro alle persone direttamente sotto casa. La presenza costante dell’infermiere di famiglia e di comunità, perfettamente integrata con i servizi sociali e con il fondamentale apporto del Terzo Settore, ci consente di monitorare la cronicità e intercettare i bisogni di salute fin dal loro primo manifestarsi, evitando che sfocino in situazioni critiche o in ricoveri evitabili. È un modello di prevenzione e presa in carico integrata che avvicina la risposta sanitaria pubblica al tessuto quotidiano della comunità, garantendo continuità assistenziale, equità d’accesso e sicurezza anche e soprattutto per la popolazione più anziana e fragile del quartiere”.
Microarea, modello innovativo di sanità di prossimità
“Con l’inaugurazione di questo spazio – ha continuato Stefano Zanelli, sindaco di Cologno Monzese – compiamo un passo importante nella direzione di una città sempre più vicina ai suoi quartieri e capace di portare servizi e opportunità direttamente nei luoghi in cui le persone vivono. È questa l’idea di policentricità su cui stiamo lavorando: una Cologno nella quale ogni quartiere possa sentirsi parte pienamente integrata della città e possa contare su presìdi, servizi e punti di riferimento accessibili.

“La Microarea – ha precisato -rappresenta un modello innovativo proprio perché mette al centro la prossimità, l’ascolto e la capacità di intercettare i bisogni prima che si trasformino in situazioni di maggiore difficoltà. Un’attenzione particolarmente importante per le persone più fragili, per gli anziani, per chi vive una condizione di solitudine o incontra maggiori difficoltà nell’accesso ai servizi. Questo progetto dimostra inoltre quanto sia importante condividere obiettivi e mettere in rete competenze diverse. Comune, Asst Nord Milano e Terzo settore hanno costruito insieme una risposta concreta, unendo servizi sociali, competenze sanitarie e volontariato. È da collaborazioni come questa che possono nascere servizi realmente capaci di migliorare la qualità della vita delle persone e rafforzare il senso di comunità”.
Collaborazione tra pubblico e terzo settore
“L’autentico valore aggiunto della Microarea è la vicinanza reale alle persone – ha aggiunto Ambrogio Manenti, presidente dell’associazione Salute senza Frontiere – lavorare su un bacino così circoscritto ci permette di conoscere a fondo i bisogni di ciascuno, intervenendo prima che le difficoltà diventino emergenze. La collaborazione tra settore pubblico e Terzo settore è la chiave per rafforzare la comunità e creare un sistema di mutuo aiuto. Inoltre, le esperienze e gli studi scientifici dimostrano che questo modello funziona: migliora la qualità della vita di chi è più fragile e riduce la pressione sugli ospedali e sui Pronto soccorso, dimostrando che una sanità vicina ai cittadini è anche un utilizzo più efficiente ed efficace delle risorse pubbliche”.
Servizi più accessibili con Microarea e sanità di prossimità
“Ats Milano è l’agenzia di tutela della salute – ha concluso Marco Rossi di Ats Città Metropolitana di Milano – e il suo compito è tutelare la salute a 360 gradi. Come abbiamo visto, tutela non significa soltanto assistenza e cura, ma anche socializzazione. Per questo, come Ats consideriamo particolarmente importante sostenere tutte le iniziative che promuovono l’integrazione tra sociale e sanitario e che contribuiscono a rendere i servizi accessibili, equi e vicini ai cittadini. Desidero ringraziare l’Asst Nord Milano, il Comune, gli operatori, il volontariato e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto. Il nostro augurio è che questa prima microarea possa diventare un punto di riferimento stabile per il territorio, capace di rafforzare i legami di comunità, favorire la partecipazione dei cittadini e promuovere benessere e inclusione”.