Crans-Montana, Bertolaso: in corso trasferimento altri italiani feriti

All'Ospedale Niguarda di Milano altri giovani italiani feriti

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha tenuto, venerdì 2 gennaio,  un punto stampa all’Ospedale Niguarda per aggiornare sulle condizioni cliniche e sulle operazioni di trasferimento di altri giovani italiani feriti nella tragedia di Crans-Montana. All’incontro i giornalisti erano presenti anche Alberto Zoli, direttore generale dell’ASST Ospedale Niguarda, Franz Wilhelm Baruffaldi Preis, direttore del Centro Ustioni dell’Ospedale Niguarda di Milano, e Filippo Galbiati, direttore della Medicina d’urgenza e Pronto Soccorso dell’Ospedale Niguarda di Milano.

La Regione Lombardia ha sottoscritto Intese con Città Metropolitana e Province per le funzioni loro trasferite

Regione Lombardia ha attivato un articolato dispositivo sanitario

Regione Lombardia, in coordinamento con le autorità sanitarie svizzere e la Farnesina, ha attivato un articolato dispositivo sanitario e logistico con AREU che ha già consentito il ricovero a Niguarda di tre pazienti nella serata di giovedì 1 gennaio, che prevede ulteriori trasferimenti, compatibilmente con le condizioni cliniche e meteorologiche.

Team Centro Ustioni del Niguarda inviato in Svizzera

Fondamentale il contributo del team specialistico del Centro Ustioni del Niguarda, inviato in Svizzera per valutare direttamente i pazienti ricoverati nei diversi ospedali e definire, caso per caso, la trasportabilità in sicurezza.

Una foto dell'ospedale Niguarda, una delle strutture sanitarie della Lombardia

Assessore Bertolaso: al Niguarda altri italiani feriti

“Come sapete – ha detto l’assessore – nella serata di giovedì 1 gennaio abbiamo ricoverato qui a Niguarda tre ragazzi: una giovane di circa trent’anni e due quindicenni, stiamo organizzando il trasferimento degli altri giovani italiani, attualmente ricoverati nei diversi ospedali della Svizzera. Un passaggio fondamentale è stato l’invio, di un nostro team di specialisti del Centro Ustioni del Niguarda, tutti esperti nelle problematiche legate alle ustioni. Hanno visitato durante la notte i vari ospedali svizzeri e questa mattina siamo stati in grado di avere le cartelle cliniche di tutti i ricoverati italiani. Questo ci ha consentito di stabilire chi fosse trasportabile, e chi invece, per le gravissime condizioni cliniche, non può essere trasferito in sicurezza”.

“Contiamo di riuscire a trasferire a Niguarda altri quattro giovani feriti, condizioni meteorologiche permettendo. In questo modo, entro la sera del 2 gennaio, potremmo avere sette dei nostri ragazzi ricoverati qui a Niguarda”.

Altri 6 feriti italiani tra Berna e Zurigo

“Gli altri sei feriti italiani si trovano attualmente tra gli ospedali di Berna e soprattutto di Zurigo, dove è presente il Centro Ustioni ustionati. Si tratta dei casi più complessi, non ancora trasportabili. Li stiamo seguendo costantemente con i nostri team: se nei prossimi giorni i medici svizzeri daranno l’autorizzazione, li riporteremo tutti a casa”.

“Aggiungo – ha evidenziato Bertolaso – che non siamo noi a decidere chi può essere trasferito: parliamo di strutture sanitarie svizzere di altissimo livello. Quando il medico curante autorizza il trasporto, da quel momento il paziente passa sotto la nostra responsabilità. Qui a Niguarda sono pienamente operativi il team dell’emergenza-urgenza, il Centro Ustioni, il Dipartimento di area critica, con il coinvolgimento del direttore generale Alberto Zoli, che sta coordinando l’intera organizzazione dei trasferimenti dalla Svizzera”.

Il criterio di trasferimento

“Il criterio che seguiamo è molto chiaro: trasportabilità clinica e autorizzazione dei genitori, trattandosi in larga parte di minorenni. Non corriamo alcun rischio inutile: la priorità assoluta resta la sicurezza dei ragazzi”.

 

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