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Fesr Lombardia, più investimenti in innovazione, imprese e territorio

All'evento annuale di presentazione dei Fesr Lombardia 2021-2027 dialogo su risorse in innovazione, imprese e università

Fermi: gestione fondi è più efficace se rimane vicina ai territori

Oltre 2 miliardi di euro per sostenere ricerca, innovazione, sostenibilità ambientale, rigenerazione urbana e competitività del sistema lombardo. È la dotazione del programma regionale Fesr (Fondi europei di sviluppo regionale) 2021-2027, il principale strumento europeo con cui Regione Lombardia accompagna la crescita del territorio e prepara le sfide della trasformazione tecnologica. Un percorso che segue i risultati ottenuti nella precedente programmazione 2014-2020, che si è conclusa con circa 5.000 interventi finanziati, grazie a una mirata gestione delle risorse.

Fesr Lombardia, le sfide future

È partendo da questo bilancio che si è svolto  l’evento annuale di presentazione del programma regionale Fesr, dedicato al tema ‘Dal 2014 al 2034: l’evoluzione delle politiche di coesione tra risultati e sfide future‘, occasione di confronto sul percorso compiuto e sulle prospettive della futura programmazione europea.

A introdurre i lavori l’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, che ha evidenziato come il programma Fesr abbia rappresentato, negli ultimi anni, uno degli strumenti più efficaci per accompagnare la crescita del sistema lombardo dell’innovazione, sostenendo università, centri di ricerca, startup, Pmi e imprese impegnate nei processi di trasferimento tecnologico.

Risorse Fesr per innovazione imprese e dialogo con università

Assessore a Università Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi a evento presentazione Fesr Lombardia 2021-2027“La nostra regione – ha sottolineato l’assessore – ha dimostrato di saper utilizzare al meglio le risorse europee, trasformandole in opportunità concrete non solo per chi produce lavoro e conoscenza, ovvero imprese e università, ma anche per i cittadini. Il nostro obiettivo non è semplicemente spendere i fondi, ma farli diventare investimenti capaci di generare competitività e sviluppo duraturo”.

“La Lombardia – ha aggiunto – è tra le regioni europee che hanno saputo utilizzare con maggiore efficacia i Fesr, trasformandoli in crescita e sostegno al sistema produttivo. Questi risultati non sono casuali, ma frutto di una programmazione costruita a stretto contatto con il territorio e con chi ne conosce esigenze e potenzialità. Per questo guardiamo con preoccupazione all’ipotesi che la Commissione europea decida di accentrare la gestione dei fondi: una scelta che rischia di indebolire proprio quel rapporto diretto con cittadini, imprese e amministrazioni che ci ha consentito di diventare un punto di riferimento. La politica di coesione nasce per valorizzare i territori, non per allontanarsi da essi“.

Sfida odierna è accompagnare la rivoluzione dell’intelligenza artificiale

“Oggi – ha continuato Fermi – ci troviamo davanti a una nuova fase. L’intelligenza artificiale, le tecnologie strategiche e la trasformazione digitale stanno cambiando profondamente il modo di fare ricerca e impresa. Per questo anche la programmazione europea deve evolversi, orientando sempre di più gli investimenti verso le competenze, il trasferimento tecnologico e i settori che determineranno la competitività dell’Europa nei prossimi anni”.Assessore a Università Ricerca e Innovazione Alessandro Fermi a evento presentazione Fesr Lombardia 2021-2027

L’evento ha rappresentato anche un’occasione di confronto tecnico e istituzionale sul percorso delle politiche di coesione europee, attraverso quattro momenti di approfondimento, dedicati ai risultati della programmazione 2014-2020 e del ciclo 2021-2027, alle nuove priorità strategiche legate alle competenze e alla piattaforma Step, alla revisione intermedia del programma e, infine, alla costruzione della futura politica di coesione europea con un orizzonte già proiettato al 2034.

Nuove competenze amministrative per la gestione dei fondi europei

“L’esperienza maturata – ha concluso l’assessore a Università, Ricerca e Innovazione – nella gestione dei fondi europei, insieme al lavoro svolto in questi anni anche nell’attuazione del Pnrr, ci consegna un patrimonio di competenze amministrative importante. Vogliamo mettere questa esperienza al servizio della nuova programmazione europea, continuando a fare della Lombardia un punto di riferimento non solo per l’innovazione e la ricerca, ma per la capacità di intercettare in modo costruttivo quello che ci attende in futuro”.

 

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